"Dimmi babbo che cos'è la felicità?
Figlio mio è un frutto che mangi solo in libertà.
Dimmi babbo dove sta questa libertà?
Sta di casa in un paese che si chiama verità.
Dimmi babbo alla mia età posso andarci anch'io?
Se ti porti la bontà per bagaglio, figlio mio.
Dimmi babbo la bontà quanto
peserà?
Pesa quanto il mondo ma, da' coraggio a chi ce l'ha.
Una
cara persona, preoccupandosi per me, leggendo i miei ultimi post, mi ha chiesto
se io fossi completamente felice.
Completamente
felice.
Completamente
felice è tanta, tanta roba.
Mi
chiedo se sia possibile, essere felici completamente e allo stesso tempo tristi
dentro, se io sia bipolare, o se c’è dell’altro oltre la mia folle tendenza a
non riuscire mai a godere delle cose. Per la paura di perderle, per il timore
di non meritarle, per la colpa di goderne a differenza di altri.
Nella
mia testa gli opposti convivono, alimentandosi.
Nella
mia testa il bianco non esiste senza il nero, il bello senza il brutto, la vita
e la morte, la felicità e il dolore.
Nella
mia testa la felicità è un’immagine. La pausa dagli affanni, zittire un cuore
in tumulto e lasciare che sia.
Attimi,
emozioni. La somma dei giorni belli.
Vederlo
addormentato tra le mie braccia e pensare che la perfezione esista e insieme
ricacciare indietro le lacrime che sgorgano da un viso bagnato dalla gioia,
avendo il terrore che questo momento finisca.
Nella
mia testa la felicità sono le parole, la loro danza, la poesia, il blu, il
mare, la luce.
E
forse Dio, che si trova là fuori, in qualche posto, infinitamente solo e non
riesce a tornare indietro da se stesso. E insieme, avere paura di inaridirsi e
non riuscire più a essere disposti a vederlo.
Rincorrere
la percezione di un legame con il tutto.
La
felicità si trova nella ripetizione di cose irripetibili e uniche, eppure così
naturalmente banali come le emozioni, come le fragilità di fronte alla
grandezza. E struggersi perché si è infinitamente piccoli.
E’
ridere, ridere per le cose irriverenti, per un campo di girasoli girati,
davanti ad un bicchiere di sauvignon.
Sentire
di appartenere a qualcuno, ma a nessun posto, guardare lo stesso cielo sapendo
che le stelle che vediamo brillare altri neppure le vedono.
Perdere
qualcosa di noi stessi per costruire qualcosa di noi, senza nostalgia e senza
possesso e rassicurarsi vedendo che il meglio di quel noi, dorme perfetto sopra
di me.
Sono
felice a metà e non so il perché.
Essere felice a metà è già un grande, meritatissimo traguardo Raffaella. Hai paura di perdere quello che hai perché conosci il suo valore, perché non dai nulla per scontato, perché hai lottato per averlo. Non c'è nulla di meglio :)
RispondiEliminaIn effetti completamente felice è proprio dura, e non dura mai a lungo.
RispondiEliminaabbraccio XXL
Sandra frollini
credo che il tuo essere felice a metà sia tanto, tantissimo.
RispondiEliminaBello che qualcuno ti abbia chiesto se sei felice, di solito tutti si limitano ad un meno impegnativo "come stai'" Deve essere una persona speciale.
Se hai paura di perdere qualcosa e qualcuno significa che lo ami e in qualche modo è "tuo"...molto meglio avere paura che non sentire nulla per nessuno o non "avere" niente, non credi?
E' sufficiente cambiare punto di vista, a volte, per sentirsi più felici, almeno un pezzettino più felici!
io credo che la felicità totale duri solo qualche istante... comunque essere felici a metà è già tanto! Un bacio
RispondiEliminasecondo me la felicità dura pochi momenti
RispondiEliminapoi c'è la vita, con le sue gioie e i suoi dolori
L'importante è cercare di viverla sempre al meglio
La felicità è qualcosa che non ho mai gestito bene, quasi la rifuggivo.
RispondiEliminaImprovvisamente ho capito che ad essere felice non faccio del male a nessuno, non tolgo niente a nessuno, che posso esserlo per me stessa. Mi piace sentirmi libera di stare bene, indipendentemente da ciò che accade fuori, ho smesso di delegare ad altri\altro la mia serenità. Forse per molti è un concetto banale ma per me è rivoluzionario.
Se tu riesci ad essere felice a metà, è già molto, quando sarai pronta allora l'altra metà ti seguirà ... sempre che sia quello che desideri. Semplicemente ora sono convinta che la felicità non sia un desiderio da tenere quasi nascosto per pudore, ma un diritto a cui tutti abbiamo diritto, senza sensi di colpa.
La nostra cultura non tratta troppo bene la felicità, questo mi spiace.
sono banale perché dico sempre le stessa cose ma la maternità mi ha portato anche questa strana ambivalenza, o bipolarismo. Prima ci pensavo meno.
RispondiElimina"La felicità si trova nella ripetizione di cose irripetibili e uniche, eppure così naturalmente banali come le emozioni, come le fragilità di fronte alla grandezza. "
RispondiEliminama, forse, la chiave non sta nel accettare che ogni cosa può essere solo grazie al suo contrario? Il bianco è bianco proprio perchè esiste il nero.
Io lo sono moltissimo, in certi periodi, senza un vero perché, in certi altri mi sento scontenta e malinconica senza un vero perché. È la vita, credo.
RispondiEliminaNon ho nulla da aggiungere, solo un grazie!
RispondiEliminaE' la paura che lui non sia, la costante paura di non meritarlo. La pma è anche questo.
RispondiEliminaLaura
In onore di Catalano, meglio essere felici a metà che infelici del tutto, raffaella.. :)
RispondiEliminaSecondo me sei felice, ma aspiri sempre a qualcosa di meglio. E questa è una gran cosa, secondo me. L'importante è non disconoscere quella felicità
Io non credo che l'uomo possa essere completamente felice anche se poi magari lo pensa anche. Inconsciamente o no, c'è sempre qualcosa che ti manca. Sembra che tu abbia tutto ed effettivamente può anche essere così ma quel qualcosa che non conosciamo, che non riusciamo a decifrare è sempre lì in agguato. Ho smesso di pensarci riconducendo la felicità ad attimi di vita da cogliere. Un abbraccio
RispondiEliminaCara Raffaella,
RispondiEliminaLa felicità è tanta roba, hai ragione tu.
Non è misurabile, è fuggevole, c'è, ma è velata di ombre.
La felicità a metà, così come la descrivi tu, è già molto.
A volte, sono completamente felice, anche quando soffro, perché la sofferenza non mi sembra inutile.
A volte non mi manca nulla, ma non ci riesco.
Ti stringo forte, tu sai.
La felicità sono piccoli momenti che bisogna saper cogliere e aggrapparcisi forte perchè presto volano via.
RispondiEliminapenso che nessuno di noi possa definirsi sempre e completamente felice. Io ho dei momenti di serenità... sì, tendenzialmente sono serena ma non penso che mi descriverei mai come completamente felice. Forse non so nemmeno cosa vuol dire ^^
RispondiEliminanon sono felice
RispondiEliminacome ti capisco. delle volte, la paura di perdere la felicità inquina la felicità stessa. almeno, a me capita così.
RispondiEliminarestare concentrati sul qui e ora, e conservare la bellezza del momento è roba da supereroi, mi sa. ma la pratica può aiutare.
ti abbraccio
Ho imparato che l'equilibrio è dato dall' oscillazione fra i due poli, è movimento. Ho capito che si può essere felici e tristi insieme. Ho compreso che la felicità nn è l'assenza di preoccupazioni o problemi, ma la capacità di entrare e uscire dal loro territorio, la capacità di alternare. Mi ci sono voluti anni e dolori e rinascite, lutti e perdite, mi è stata d'aiuto la mia terapeuta. Ora da questo mare mi lascio cullare e seguo i flussi, le onde, le maree, cercando di accogliere quel che viene e di accettarmi come sono: con la mia irrequietezza, con le mie inquietudini. Questo è il mio modo di essere felice, attimo per attimo.
RispondiEliminami sento talmente tanto nel limbo che hai descritto che vorrei proporti un brindisi virtuale:
RispondiEliminasauvignon,girasoli e magari un pò di fiducia!
chissà se posso contribuire a farti sorridere, con un piccolo,piccolissimo omaggio:
http://www.dispariepari.it/your-blog-is-greatun-anno-dopo-2parte/
Cin!!