lunedì 25 giugno 2012

Perchè leggere a un bambino di sei mesi?


Avevo in serbo una sorpresa.
Et voilà, eccola uscire come un coniglio matto da un cappello a cilindro.
La mia sorpresa è un guest post a sorpresa, appunto, e per giunta incrociato.
Guest post…ci mancava solo questa! Ma che roba è questo guest post incrociato?
Il guest post è un post come tutti gli altri, pubblicato però sul blog di un altro blogger. Incrociato, significa che il blogger che ospita il guest post contemporaneamente, scrive un proprio post nel blog di chi sta ospitando.
Di solito questa pratica è vantaggiosa per entrambi i blogger. In questo caso, no!
In questo caso l’altro blogger è più famosa, più visitata, più conosciuta e più in gamba di me, considerato che ha la metà esatta dei miei anni e il doppio esatto del talento.
In altri termini, mi dà una pista!
Così mentre leggete questo interessante post sull’importanza della lettura fin dai primi mesi di vita, l’altra blogger, e mia amica, Romina Tamerici mi sta gentilmente ospitando a casa sua, e sta, altrettanto gentilmente, ospitando i miei pensieri   riguardo a un tema assai caro a entrambe: l’educazione alla lettura.
Vi ho già parlato di Romina, vero?
Romina alza la media di un’umanità banale. E non mi sembra poco. Non spetta a me però svelare i segreti di un’anima bella.
Entrambe crediamo che “creare lettori” renda il mondo, un posto più bello.

Ho sempre visto le storie intorno: in fila alle casse al supermercato, sui binari dei treni, lungo i rami che portano alle foglie gialle d’autunno. Ancora prima di vederle le ho lette e poi le ho scritte. La fantasia mi ha aiutato nei giorni no ed ha colorato di arancio quelli sì.
La fantasia che accende un libro è l’antidodo alla noia, un salvagente nel mare della mediocrità. È  la possibilità di vedere il mondo con occhi diversi rispetto ai propri, la possibilità di cambiarne il senso rendendolo lieve e migliore.

Oggi questo post ha ancora più senso. E deve averlo perché la scuola è finita, perché tanti bambini saranno più soli, perché non tutti avranno la possibilità di svolgere attività alternative a quelle scolastiche, perché le valigie aspettano di essere colmate dei libri da portare in vacanza, perché la fantasia dei bimbi che resteranno abbia la possibilità di raggiungere cieli che nessun aereo potrà mai toccare.

Romina ed io abbiamo provato a trattare un tema che amiamo da due diverse prospettive. Purtroppo però, mentre io beneficerò dell’autorevolezza, dei visitatori e della fama che il blog di Romina si è creata nel tempo, lei non potrà fare altrettanto, tranne per i visitatori.
Ogni giorno siete un po’ di più.




Perché leggere a un bambino di sei mesi?

«Ma perché mai dovrei leggere un libro al mio bambino di sei mesi? Cosa credi che capisca?». Sono domande che purtroppo sento abbastanza spesso, ma di certo non dalla cara Raffaella che oggi mi ha gentilmente ospitata qui per parlare del tema della lettura con bambini anche molto, molto piccoli.
Mi presento, sono Romina Tamerici e potete trovare qualche riga sul mio conto alla fine di questo post. Oggi cercherò di spiegare perché vale la pena di cominciare a leggere ai bambini anche a soli sei mesi, come tra l’altro suggerisce l’associazione Nati per leggere che si occupa di promuovere la lettura per i bambini dai 6 mesi ai 6 anni.

Ovviamente, un bambino di sei mesi non può capire una storia complessa e probabilmente nemmeno una trama semplice. Non serve che il libro abbia una trama, a questa età si possono usare libri che contengono solo immagini o poche parole e sono ripetute oppure con filastrocche che rendono la lettura più musicale.

Motivi per leggere con i bambini piccoli
La lettura con bambini molto piccoli non serve certo a trasmettere conoscenze o insegnare a leggere (forse non dovrebbe mai diventare un mero mezzo di erudizione, la lettura dovrebbe sempre essere un piacere), ma è comunque importante per vari motivi:
-          Crea un’abitudine alla lettura. In genere i bambini, che entrano in contatto con i libri da piccoli e hanno genitori appassionati alla cultura, sviluppano un maggiore amore per i libri negli anni successivi, se la scuola o i genitori stessi non combinano dei pasticci [Il 30/06 sul mio blog ci sarà un post su questo argomento, incentrato però sui bambini più grandi, nel caso qualcuno fosse interessato].
-          Aiuta a sviluppare il linguaggio. Sentir parlare e leggere può aiutare a sviluppare precoci competenze linguistiche e in seguito un ampliamento del vocabolario (può perfino aiutare l’apprendimento della lettura, ovviamente in anni successivi).
-          Sviluppa la fantasia. Nei libri i bambini vengono a contatto con realtà e mondi diversi, anche quando sono così piccoli. Conoscono parole che nella realtà quotidiana non avrebbero modo di sentire e molte altre cose che stimolano il pensiero divergente.
-          Crea un legame. Leggere insieme per una madre (o un’altra figura di attaccamento primario) e un bambino può diventare una routine della giornata (nel senso buono e pedagogico del termine), un segno del loro legame. Quando i bambini crescono il “momento della fiaba”, se ben gestito, può aiutare ad affrontare paure e dimostrare affetto e cure.

Queste sono solo alcune ragioni per cui vale la pena leggere a un bambino anche di soli sei mesi, sono sicura che ne esistono molte altre.

Alcuni consigli per la lettura
Per rendere il momento della lettura ancora più speciale, vi lascio alcuni consigli.
-          Durante la lettura è meglio che il libro sia sempre visibile al bambino e indicare frequentemente ciò di cui si sta parlando. Ciò aiuta a creare un referente condiviso.
-          La vista nei primi mesi di vita non è perfetta, ma la distanza ottimale per mostrare dei libri ai bambini è quella di 20 cm dal loro viso. È infatti a questa distanza che i bambini anche molto piccoli riescono a mettere bene a fuoco. Questa distanza è stabilità dalla natura perché è quella che separa il neonato durante l’allattamento e il volto della madre. Tenere il libro a questa distanza permette al bambino di cogliere al meglio le immagini.
-          La lettura deve essere il più espressiva possibile, cercando di usare voci e toni diversi per tener viva l’attenzione del bambino.
-          La lettura non deve essere lunga, perché la soglia di attenzione dei bambini piccoli non è duratura. Se il bambino mostra segni di stanchezza, è meglio non insistere.

Una provocazione…
Se è vero che un bambino nasce con una vista poco efficace, il suo udito è perfettamente sviluppato anche prima di venire alla luce. Un bambino nel ventre materno è già in grado di sentire voci, musica e… storie! Ovviamente in questo caso non è importante che sia effettivamente presente un libro (tanto il bambino non ancora nato non lo può vedere…), ma non è mai troppo presto per cominciare. Questa è una provocazione, ma ricordate che un bambino appena nato è perfettamente in grado di riconoscere e discriminare la voce materna e quindi, se leggerete o parlerete con il vostro bambino prima che nasca, sarà una cosa molto positiva (si abituerà al suono della vostra voce). Sapete per esempio che se ascoltate di frequente una certa canzone (qualsiasi essa sia), il bambino una volta nato la ricorderà e la assocerà alla vita prenatale e ascoltandola si calmerà? Ci sono fior fior di studi sul tema! Ci sono tante filastrocche musicali molto simpatiche per bambini che si possono ascoltare e poi trasformare in storie, quando sarà il momento, dunque perché non approfittarne?

Conclusione
Bene, ora mi fermo, non voglio dilungarmi troppo. Tutte queste informazioni vengono da studi di pedagogia o psicologia dello sviluppo e da alcune letture sul tema che mi interessa e coinvolge molto. Altro interessante materiale lo potrete reperire sul sito di “Nati per leggere”. Sicuramente in un post non si può esaurire un argomento così vasto, ma spero di avervi fatto venir voglia di leggere un po’ con i vostri bambini, di qualsiasi età essi siano! Se avete domande o volete raccontare la vostra esperienza, io sono qui per ascoltarvi!

Grazie, Raffaella, per l’ospitalità. È stato davvero bello venire ospite nel tuo blog!



Romina Tamerici, autrice di “Voliamo Insieme con la Fantasia” e “La mia amica Clorinda”, scrive poesie, racconti, favole per bambini e brevi romanzi. Alcune sue poesie sono state inserite in antologie di premi letterari nazionali. Frequenta il secondo anno del corso di laurea in Scienze della Formazione Primaria e ama fare animazioni creative per bambini. Da luglio ha aperto anche un blog per parlare dei suoi libri e di scrittura in generale.

20 commenti:

  1. Quanti complimenti! Mi fai girare la testa! Venire ospite qui è stato bellissimo. Se mi tratti così bene, poi c'è il rischio che torni! Ed è una minaccia! Grazie mille.

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  2. Conosco e ho "applicato" Nati per Leggere: diffondere queste idee non può che far bene :)

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  3. Veramente hai "applicato" Nati per leggere? Perchè non ce ne parli?
    Sarebbe interessante sentire la tua esperienza. Romina ed io abbiamo voluto raccontare la nostra perchè crediamo fortemente che diffondere la lettura, creare lettori, aiutare i ragazzi(in questo caso bambini) a farsi delle proprie idee, non solo sconfigge la noia ma trasmette cultura, regala opportunità, rende liberi di scegliere.
    Sarebbe bello ascoltarti.
    Grazie di essere passata.
    Raffaella

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  4. Sì, Robin, sarebbe bello ascoltare il tuo punto di vista! Grazie del commento.

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  5. Grazie per l'entusiasmo. Ho in bozza un post che sto completando proprio su questo argomento, spero di riuscire a finirlo entro la settimana prossima.

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  6. Speriamo più siamo e meglio è!

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    1. Allora comincerò a esplorare il tuo blog! Non vedo l'ora di leggere il post!

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  7. quanti spunti quanto amore per la lettura, se avessi un bimbo probabilmente comincerei a leggere con lui quando già in ospedale!!! Ti scrivo sta sera da casa con calma. Intanto grazie di cuore. Ilaria/Sandra frollini

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  8. Chiedo scusa a Romina ed a te, ma approfitto in maniera impropria di questo spazio per ringraziarti del commento molto rasserenante e del passaggio che hai fatto da me nel mio post della notte prima degli esami di mia figlia. Purtroppo nn ho il tuo indirizzo mail, e quindi faccio la cafona :P
    E adesso scusatemi di nuovo, tolgo il disturbo... :)
    Dani

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    1. A me non disturbi per niente, anzi. Sono contenta di vederti qui anche se non è forse il posto più adatto. Ma che importa? La salvia non sta beme su quasi tutto?
      Rafafella

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    2. Non disturbi neanche me, tranquilla. E poi gli esami... non posso far altro che capire la situazione! E magari andrò anche a leggere il post! Dopotutto i figli a cui leggiamo (in realtà leggete, ma facendo l'animatrice...) fiabe adesso saranno gli studenti di domani! Ed ecco trovato un collegamento... e non siamo più fuori tema!

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  9. Ho sempre letto a entrambi i miei figli fin da piccolissimi. Libri con filastrocche e molte illustrazioni. Adesso che il grande ha 9 anni, legge (ovviamente da solo) quasi ogni sera, ma non disdegna di venire sul lettone per la storia serale insieme al fratello (5 anni). Altre mamme mi invidiano questa propensione alla lettura, ma non sarà una questione anche di esempio? Se passi le giornate davanti alla tv non è che poi i tuoi figli possano sviluppare un'insana passione per la carta stampata....Grazie sia a Raffaella che a Romina per questi preziosi post incrociati...

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  10. Grazie a te di essere passata ed esserti raccontata. L'immagine di voi tre sul lettone mi è familiare e mi commuove verdervi là a condividere storie che, come qualcuno dice, diventeranno i loro ricordi. Ma le altre cosa invidiano? Se siamo le prime a spalmarci sul divano, se diamo loro il nintendo per farli stare buoni, se non ci sforziamo a parare con noi, abbiamo perso in partenza, abbiamo perso il loro interesse.
    Grazie, ti aspetto ancora.
    Raffaella

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    1. Davvero bella questa immagine! Continua così, anche i bambini che sanno leggere da soli hanno bisogno della relazione che si instaura leggendo insieme! Le persone dovrebbero fare un piccolo passo da "invidiarti" a "imitarti" e il mondo sarebbe un po' più bello!

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  11. Ciao, sono capitata per caso ma l'argomento è proprio il mio!! Ho iniziato a leggere a mio figlio fin da piccolissimo (credo anche prima dei 6 mesi), faceva rilassare me e lui. Si è appassionato ai libri da subito, inutile dire che conosce moltissime cose. Al supermercato fa il capriccio per comprare un libro....come dirgli di no? A scuola ha stupito le maestre, sia per la lettura che per la capacità di saper ascoltare (gongolo un po'...). Bisogna diffondere queste "buone abitudini".....complimenti!!

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  12. Ciao ben trovata! E' bello sapere che l'abitudine alla lettura è diffusa. Detto tra noi è meglio un capriccio per un libro che per un giocattolo. Noi abbiamo la storia del 27. Essendo statale il ventisette di ogni mese, giorno di stipendio, si passa in libreria. Tradizione adottata da mia cognata che fa lo stesso con i suoi figli.
    Hai visto anche il mio post sul blog di Romina?
    Ora corro a conoscerti un pò.
    A presto, spero.
    Rafafella

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  13. Noi non abbiamo la storia del 27....abbiamo la storia di quando capita (spesso)!
    Ho letto adesso il tuo post, complimenti. Verrò a trovarti di nuovo....alla prossima!!

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    1. Continua così con i tuoi bambini. Leggendo questi commenti sono felice di sapere che leggere con i figli sta tornando di moda! Speriamo! Grazie per aver commentato.

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  14. Magari non interessa a nessuno, però io lo dico lo stesso: ho postato il post in programma di cui parlo nell'articolo sulla lettura con i bambini più grandi soprattutto riferito al pensiero di Rodari (http://tamerici-romina.blogspot.it/2012/06/daniel-pennac-e-come-un-romanzo.html).

    Cara Raffaella perdona questa "pubblicità"...

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  15. Uno dei nostri (miei e della Purulla) passatempi preferiti è leggere. Sia libri per bambini che enciclopedie illustrate, libri d'arte, ogni spunto è buono per indicare, chiedere e rispondere. Così hanno fatto anche i miei genitori con me, fin da quando ero piccola, e i libri sono diventati compagni di viaggio per la vita!

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