giovedì 23 aprile 2015

Quattro


Gli ho stampato gli inviti con i dinosauri. Perché i dinosauri sono, adesso, la sua passione.

Ho preparato rustici, pizzette e panini, allestito la stanza a tema, contattato una animatrice.

Ho disdetto la prima festa, causa virus intestinale e fatto nuovamente, inviti, rustici e pizzette. Di nuovo animatrice e allestimento.

L’ho visto arrivare con lo zio, con gli occhi inzuppati di stupore, intrisi come le macine in un cappuccino caldo, su quelle gambette secche, così certe e fiduciose.

Quando si emoziona, gli si inumidiscono gli occhi. Gli diventano ancora più grandi, quasi gli servisse più spazio per contenere la meraviglia.

Perché l’incredulità letta sulle facce dei bambini ripaga di tutto. Delle fatiche, delle notti insonni, degli occhi cerchiati. Quando, invece, si arrabbia, mi dice che non crede alle fate. Poi, si ricorda della storia di Trilly e di Peter Pan e impaurito dal fatto che se un bambino dice di non credere alle fate, una fatina da qualche parte muore, torna sui suoi passi e giura di crederci con tutto se stesso.

A tutti indica che ha quattro anni, aggiungendo che è grande, ora, grande come la sua mamma che, è spesso anche un po’ sua figlia, sorella e fratella e sposa. Che va bene essere multitasking, ma così forse è davvero troppo.

Gli abbiamo fatto una grande torta, verde, con un vulcano e vari dinosauri sparsi sopra, compreso un t-rex somigliante ad una lucertola grassa per dissuadere i piccoletti dal ficcarci dentro dita ed quant’altro.

E’ stato strano sentirlo meno “mio” in mezzo agli amici, suoi. Diverso, vederlo divertirsi senza di me.

Lo vedo spesso, in altre situazioni, cercarmi con lo sguardo in cerca di approvazione e sostegno, pur nel tentativo, non sempre arduo, di fare le cose da solo. Sono attimi, momenti in cui i nostri sguardi si incontrano, in cui non servono né parole né silenzi, perché il tempo non ha valore.

E nuovamente e perennemente si ripete quel momento preciso di quattro anni fa.

Quell’esatto istante in cui per la prima volta ci siamo riconosciuti e quello sguardo di mille e mille anni, mi ha detto tutto.

Ed io tutto, gli ho dato.

 

 

10 commenti:

  1. Quattro anni, non sono più dei folletti paffuti e non sono ancora dei bambini grandi.
    Comunque i virus quest'anno hanno messo in crisi molte feste di compleanno.

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    1. Da noi ha colpito duro. Lui, me, mia mamma e mio marito. Ci mancava solo il cane!

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  2. mi fai piangere così!!!! auguri piccolo grande quaterne ancora per tanto tempo della sua mamma e del suo papà:-)) ps: diciamo per almeno altri 6-7 anni...

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  3. Mi hai fatto emozionare....auguri di cuore di buon compleanno e buona vita, piccolo grande ometto che diventi sempre più bello!! Ti penso sempre cara amica....un abbraccio
    Laura <3. <3

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  4. Arrivo un po' in ritardo, però... tanti cari auguri al piccoletto (ormai non più così "piccoletto") e a te, supermamma!

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  5. Era tanto che mon ti facevo visita e capito oggi.... Auguri piccolo sei splendido tu come lo è pure la tua mamma

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