martedì 16 luglio 2013

Sliding doors


Ieri, un vecchio baule, altrimenti detto cassapanca, uno di quelli in legno dal fascino innato e dall’odore di passato e ricordi, mi ha fatto pensare all’attività epistolare di una volta. Quel mandarsi lettere profumate, attività tanto retrò che l’oggetto in questione, spesso, ha contenuto. Come nei film, magari lettere d’amore legate da nastri ammuffiti.

Mi sono immaginata una vecchia casa, una villa e una soffitta. Una generazione nuova che subentra alla precedente e che butta il vecchio per far spazio al nuovo. Una vita da cominciare.

E nella soffitta, un baule e dentro una vita contenuta.

E nel baule, una pila di lettere d’amore tenute insieme da un nastro scolorito.

E una vita che avrebbe potuto essere e non è stata.

Due amanti. Lui chiede a lei di lasciare il marito per seguirlo in capo al mondo. Si incontreranno domani. Alla stazione. Lui la aspetterà al binario. Partirà solo se non la vedrà arrivare.

Lei decide di fare il salto, ma per una serie di imprevisti arriva quando il treno è già partito. Scriverà lettere bagnate d’amore che non arriveranno mai, per una serie di avvenimenti inattesi, contrattempi, tracce di un fato malandrino.

Lui si sposerà un’altra oltre gli oceani, avrà una vita serena ma senza amore; Lei una piena di rimpianti. Va beh, poi ognuno aggiunge o toglie i dettagli che vuole.

Il nocciolo del post è: le occasioni mancate.

Cosa avrebbe potuto cambiare la vita dei due o la nostra, se…

Cosa sarebbe successo se avessi preso quel treno, se avessi detto di sì, se fossi tornata indietro, se non mi avesse lasciata, se mio padre non fosse morto.

Le cose che mi sono successe, sarebbero comunque accadute in modo simile, eppure diverso?

Mi ha sempre affascinato interrogarmi sugli imprevisti che cambiano la vita, o la rotta degli eventi.

Mi sono sempre chiesta se, magari per una sciocca, stupida coincidenza, le cose importanti della storia, gli avvenimenti, le cose che ci hanno portato a essere quello che siamo sarebbero potute essere diverse e cambiare la storia stessa?

Se Lee Harvey Oswald avesse sbagliato la mira e la testa di John Fitzgerald Kennedy non fosse esplosa, se due talenti mediatori di pace avessero speso più tempo e più energie davanti ad un caffè prima di decidere per le sorti di popoli interi, se una madre avesse deciso di non abbandonare il suo bambino, o se Lei non avesse perso quel treno…

Vi chiedete mai cosa sarebbe successo se?

 

23 commenti:

  1. Oh quante volte me lo sono chiesto!!!! Poi a conti fatti credo di essere stata fortunata a prendere questi treni.....
    Per quelli persi, beh, un mestolo di nutella e passa tutto!!!
    ;-)

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    1. Sono a dieta strettissima:(

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    2. Noooooooooooooooooooooooooooooooooooo

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  2. Si potrebbe rispondere che sarebbero successe cose diverse, non necessariamente migliori. E proprio qui sta il punto: il fascino del "se" sta nell'assunto che l'alternativa sarebbe stata migliore. E' l'attrazione del nuovo, dello sconosciuto, è il richiamo della speranza.

    Nessuno sa come avrebbe potuto essere, né se sarebbe stato altro. La sola cosa che sappiamo è ciò che siamo, ciò che abbiamo, e quanto vogliamo spenderci per migliorare ciò che viviamo. In fondo, quest ultimo è un sogno bellissimo, no? :)

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    1. Certo, le chance che abbiamo, le carte che il mazziere ci serve sono sempre incredibili. Eppure io mi domando spesso se..non perchè io credo che quello che non ho averebbe potuto essere migliore, ma solo per curiosità!

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  3. Io me lo chiedo in continuazione, la mia testa è affollata di sliding doors!

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    1. Ah, ah, sa che sbattere di porte, allora! P.s. pure la mia.

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  4. Non solo me lo chiedo costantemente ma avevo in mente di scriverci un post! Siamo mica telepatiche Raffa? :)

    Bacio

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  5. Cavolo se me lo chiedo...ma non perchè sono pentita ma perché a volte son così felice che ringrazio gli eventi di avermi fatto prendere qulla strada. Credo molto nel destino che ci costruiamo si, ma che anche incosciamente pilotiamo. Un abbraccio Raffaella, forte forte!!!

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    1. Può essere! Sicuramente sulla stessa lunghezza d'onda. E' un bene per me, che ti stimo, un pò meno per te!

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  6. praticamente me lo chiedo ogni giorno. Baci

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    1. Forse ci facciamo troppe domande, no?

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  7. A volte mi prometto che sarà l'ultima. L'ultima volta che mi chiedo "se". In Maremma si dice "di se e di ma son pieni i fossi!" ...della serie...tutto inutile quello che non è accaduto, che sarebbe potuto accadere, che doveva essere, quello che conta è la vita. Quindi non rimane che guardare diritto davanti a se e stringre forte la mano di chi ti è accanto. ORA.

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  8. Io me lo chiedo in continuazione, soprattutto per le scelte che non dipendevano da me, quelle che ho subìto, quegli eventi su cui non avevo voce in capitolo.
    E' molto affascinante come argomento.
    A volte penso a quanta musica avrebbero potuto scrivere Mozart o Jim Morrison (accostamento volutamente avventuroso!)se non fossero morti così presto...
    BACI

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  9. Me lo chiedo spesso, credo che sia un po' nella mia natura.
    Poi a volte penso che se certe cose fossero andate diversamente ora magari non ne avrei alcune molto importanti per me, e lo spirito possibilista si placa un poco...

    ...per ricominciare a farsi domande qualche tempo dopo! :D

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  10. Ci penso spesso, ma cerco di trattenermi, sennò la testa viaggia e non torna più (o torna delusa o malinconica).

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  11. Eh si, vien da chiedersi come sarebbe andata.
    Io di solito guardo avanti e non ci penso.
    Anzi ultimamente mi dico, guai se non avessi...
    Abbraccio

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  12. accidenti non hai sfondato una porta m a un portone..non pensavo ci fosse tanta gente che la pensasse cosi', ossia pensare al se...fantastico :))

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  13. devo dire che raramente mi interrogo su cosa sarebbe accaduto se...forse perchè sto troppo a pensare a cosa accadrà se

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  14. I "se" e i "ma"... Roba da andare fuori di testa!!
    Questa storia delle possibili alternative, certe persone ce l'hanno dentro e io, sono una di quelle.
    Bellissima riflessione, grazie.

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  15. Ciao, è la prima volta che passo di qui. Il tuo post mi è molto piaciuto. Io me lo chiedo spesso. Se... quando sono stata assunta mi avessero assegnata a un'alta destinazione, ma prima ancora se mio padre non ci avesse lasciate così presto, se ancora prima mi avesse lasciato fare il liceo anziché una scuola tecnica... poi guardo quello che ho intorno. E penso che tutto ha condotto a questo. E di meglio non posso chiedere.

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  16. me lo chiedo praticamente sempre !

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  17. più che chiedermi cosa sarebbe successo se..mi chiedo cosa succederà perchè...
    Parto convinta che accadrà qualcosa di più strabiliante di quello che sarebbe successo se..praticamente sono presuntuosa nei confronti del futuro, più che essere "malinconica" o curiosa nei confronti del passato.
    Ciao Raffaella un abbraccio

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