La fine dell'anno mi veste sempre di disagio. Un senso velato di inadeguatezza mi coglie, misto a nostalgia.
Nonostante ci siano stati nella mia vita anni brutti, brutti e tristi, ho sempre avuto paura della fine.
Malgrado la fine coincida sempre con nuovi inizi.
Nonostante le possibilità che i nuovi inizi diano.
Sebbene le infinite direzioni che possiamo prendere. Tutti, senza distinzione alcuna.
Eppure, conosco quello che lascio e non conosco quello che andrò ad affrontare e questo mi spaventa.
Tutta questa enfasi, poi, intorno al passaggio da un'anno ad un'altro, mi rende vulnerabile.
Il mio capodanno è fatto di mani intrecciate a quelle di chi amo e basta.
Senza clamori, senza botti. Senza lampi nel cielo.
Come dovrebbe essere ogni passaggio, una lenta passeggiata su un ponte di legno sopra il ruscello di un bosco o su un mare piatto ed azzurro con il sole tra i capelli ed il vento che sussurra calore.
Qualunque passaggio per, verso, dentro o fuori la vita dovrebbe essere così.
Non sarà così, invece.
Sarò solo con una parte di quelli che amo e so già che alla mezza notte il mio cuore si strapperà.
Non mi importa del mio.
Che il nuovo anno porti solo cose belle.
E se domani, spazzando le strade, l'omino addetto dovesse ritrovare per terra dettagli sgradevoli, pezzi di vita, sogni non realizzati o semplicemente giorni passati che fanno la somma di emozioni che non torneranno indietro, spero che abbia rispetto per ciò che è stato buttato.
Perchè quello che va, fa sempre posto a quello che deve venire.
Vi stringo e vi abbraccio, mani nelle mani.
lunedì 31 dicembre 2012
venerdì 28 dicembre 2012
Il regalo non incartato.
Mi sono dovuta allontanare durante questi giorni di cannella e zenzero perchè è così che doveva essere. Dovevo stargli accanto con il corpo e con la testa, una testa sgombra, libera da pensieri bui. Lui non conosce ancora il disincanto della realtà, la fragilità dei sogni ed il tradimento.
Non sa che sapore ha l'amaro delle cose perdute.
Non sa che sapore ha l'amaro delle cose perdute.
"Sono stanco, capo. Stanco di andare sempre in giro solo come un passero
nella pioggia. Stanco di non poter mai avere un amico con me che mi dica
dove andiamo, da dove veniamo e perché. Sono stanco soprattutto del
male che gli uomini fanno a tutti gli altri uomini. Stanco di tutto il
dolore che io sento, ascolto nel mondo ogni giorno, ce n'è troppo per
me. È come avere pezzi di vetro conficcati in testa sempre
continuamente. Lo capisci questo? ("John Coffey. Il Miglio verde")
A volte, almeno nei giorni di magia, mio figlio si aspetta il meglio da me. Solo favole e magia.
E' cosi che deve essere. Almeno fino a quando saprò trasformargli la realtà e questo gli sarà sufficiente. Almeno ancora per un altro pò.
Questo è il mio regalo non incartato.
Scusate se non ci sono stata.
venerdì 21 dicembre 2012
Ahhhhhh
"Sto lavorando duro per preparare il mio prossimo errore"
Berthold Brecht
Ragazze/i non ci credo ancora.
Il libro va in stampa il 28, sempre che il mondo non imploda!
Ahhhhhhhhhhhh
Berthold Brecht
Ragazze/i non ci credo ancora.
Il libro va in stampa il 28, sempre che il mondo non imploda!
Ahhhhhhhhhhhh
martedì 18 dicembre 2012
Il testimone
Loro
camminano. Lui ogni tanto si gira e la guarda, lei lo oltrepassa con un amore
nuovo che pensavo, sbagliando, fosse destinato solo a me, sua figlia.
Hanno
sguardi pieni e colmi di una reciproca consapevolezza: Lei, è per lui certezza,
Lui è per lei futuro e amore e domani. Intorno, tutto e niente, loro si
bastano. Loro giocano e ridono e si perdono tra la costruzione di nuova memoria
e la pila dei ricordi vecchi che si fa gradino su cui appoggiarsi per crescere.
Lei gli parla, gli racconta, inventa sogni e storie che ho già sentito o solo
immaginato. Lui ride sereno e ritrova in lei parti di me. Parti familiari,
morbide e calde come la brace. Sono nodo e sono viluppo. Sono occhi negli
occhi, attimi irripetibili, frangenti di amore che restituiscono il tempo che
non torna e lo congelano nel sempre.
Vorrei
che lui ricordasse ogni cosa dei momenti passati con la nonna e che quel “per
sempre” gli bastasse quando lei non ci sarà più, quando avrà bisogno di
cercarla e di trovarla in se stesso.
Per
lui, Lei ha fermato la vecchiaia, spolverato la fantasia, ha reso giovani ossa
e animo, per lui, lei è più bella che mai.
Mi
commuovo guardandoli camminare.
Lui
si volta dal passeggino e la guarda e ci vede dentro il mare e le stagioni che
per lui non passano e sa che lei c’è.
Quando
cade.
Quando
ha paura.
Quando
lo va a prendere all’asilo e lui le corre incontro piangendo dall’emozione e
sembra dire agli altri bimbi: vedete, vedete come è bella mia nonnina, lei mi
prende e mi porta via di qui. A casa, tra le sue braccia, a casa tra le mie
radici.
Dove
niente è dolce come il suono della sua voce, niente profuma come l’albero che
ha fatto per me.
Lei
c’è.
Lei
aveva chiesto agli angeli di mandarle il bambino più bello, chissà se lui aveva
chiesto la nonna più dolce.
Lei
c’è.
Quando
io non ci sono. Come un mio prolungamento, una roccia che travalica anche me.
Oltre me.
E
lui è dentro ogni suo pensiero. E lentamente i gesti, le parole, i sentimenti
si fanno passaggio, lui terminerà quello che lei ha iniziato.
Occhi
negli occhi. Occhi di lui che vede cose mai viste, occhi di lei che attraverso
lui vede cose che non vedrà.
Grazie
mamma per essere la nonna di mio figlio, tuo nipote.
Questo
post partecipa all’iniziativa di Il bambino di Donna Moderna "Il ruolo dei nonni".http://bambino.donnamoderna.com/blog-tank/
lunedì 17 dicembre 2012
La dolce vita
Torno
al mio lavoro, alla mia routine, alla mia vita, al mio blog, dopo due giorni di
ferie e un week end nella capitale.
Dopo
tanto, tanto tempo, ci siamo concessi un mini viaggetto a Roma.
Abbiamo
girato in lungo e in largo per le vie di Roma, con il naso all’insù e con la
cartina in mano come tre turisti per caso. Uno grosso, l’altro piccolo e in
mezzo, io. Ex piccola, tendente al grosso!
E’
stato stancante, faticoso ma bellissimo. Perché prendere al volo un treno,
anche se percorre poca distanza, immergersi in una realtà diversa dalla
propria, dormire sotto coperte diverse, rinvigorisce il cuore, a volte.
Alimenta sogni sbiaditi, colora di rosso e di porpora.
Dimentichi
a casa i problemi, appendi nell’armadio le cose a metà, ti rilassi e percorri
ciottoli non tuoi. Roma trasudava opulenza dietro lo sfarfallio delle luci
degli alberi di Natale, quell’opulenza tipica dei nobili in declino. Di quelli
che si sono giocati tutto nella vita e gli resta solo il titolo, per poco
ancora.
Si
è messa su il vestito più bello, quello delle feste e come la migliore delle
first lady, ha giocato la sua parte. Bellissima, pigra, esagerata. Fuma una
lunga sigaretta dal bocchino retrò.
Abbiamo
passeggiato tanto, troppo, lungo le vie, sotto una pioggia che lavava le
incoerenze di un anno bislacco. Anche lui stancate, sfiancante, irripetibile.
Passi
lunghi i nostri e brevi i suoi, occhi pieni e risate dietro ai finestrini del treno.
Sonni
profumati e palazzi barocchi e mercatini e fontane e bellezza e il primo incontro
con un Babbo Natale rimasto incantato dalla specialità di un bimbo
meraviglioso.
I
saltelli su di un letto diverso, la bocca spalancata per un museo.
Mi
ero dimenticata che si può ridere davanti ad una birra, mi ero dimenticata l’eccitazione
nascosta in un trolley, l’acido lattico nelle mie gambe dolenti e quanto amo
viaggiare e tornare.
Per
ora è stato solo un week end ma domani potrebbe essere un deserto, un oceano,
una lingua di terra vicina alla fine del mondo, con l’inizio nel cuore.
P.s.
Per
chi è in zona, vi consiglio di visitare le Domus romane di palazzo Valentini
http://www.palazzovalentini.it/index.php?lang=ritrovate nel palazzo della Provincia di Roma. Un viaggio attraverso il tempo
reso possibile grazie alla ricostruzione multimediale e alla tecnologia.
Bellissima esperienza. Della serie, quando la divulgazione diventa cultura e l’arte
accessibile a tutti. Perché la bellezza non sia appannaggio solo di alcuni ma
un inno alla vita in tutti i suoi sensi.
mercoledì 12 dicembre 2012
Dirlo ad alta voce
«Non
lo disse ad alta voce perché sapeva che a dirle, le cose belle non succedono».
Ernest Hemingway
Ernest Hemingway
E
invece le cose belle succedono e quando succedono, le devi gridare. Succede che
quando meno te lo aspetti, quando hai finito le lacrime e hai gli occhi pesti
dallo strazio, riemergi.
Succede.
Succede
che le macerie diventano i mattoni su cui ricostruire, che la polvere e la
ruggine dell’animo siano spazzate da nuova magia, che dallo stomaco rinascano farfalle.
Succede.
Perché la gente ce la fa. Perché le persone hanno imponderabili risorse e la
vita infinite possibilità.
Succede.
Voglio
credere che succeda e gridarlo quando accade.
lunedì 10 dicembre 2012
Premio I love your blog
Romina http://tamerici-romina.blogspot.it/mi ha assegnato il
premio I love your blog con questa motivazione “Nomino Mammamimmononsolo
perché Raffaella Clementi nel suo blog parla della sua storia di vita che
merita di essere conosciuta e lo fa con una forza poetica tale da non lasciare
mai indifferenti”.
Ora, io non so se la mia vita
merita di essere raccontata, con molta probabilità no, ma il fatto che una
scrittrice esordiente giovane e preparata, dotata di talento come Romina mi
dice che racconto la vita con una forza poetica che non lascia indifferenti,
beh, mi riempie il cuore di orgoglio.
Il premio viene va assegnato a
blog che hanno meno di 200 followers che sono ritenuti interessanti e ricchi di
spunti creativi, ma anche racconti di vita di belle persone, piacevoli e
divertenti da leggere.
Nomino quindi :
-
Barbara Vellucci http://lamiavitadopote.blogspot.it/di La mia vita dopo te per la
forza ed il coraggio che mette quotidianamente per vivere una vita oltre il
cancro. Perché irradia sete di vita e tutti dovrebbero essere contagiati dalla
sua bellezza;
-
Antonella Vi di I colori dell’amorehttp://coloridellamore.blogspot.it/, perché nonostante
Mattia, il suo bimbo down abbia un terzo cromosoma, l’uno rende speciale l’altra.
La specialità non sta nella sindrome ma nel loro legame inscindibile fatto di
tutti i colori dell’arcobaleno;
-
Ad Andrea di luoghi non luoghi http://luoghinonluoghi.blogspot.it/ perché mi
piacciono i poeti moderni e ritengo che l’ironia sia sinonimo di intelligenza.
Unica clausola per il premio è
rispondere a una piccola intervista.
Breve intervista . Un,
due, tre, via:
1. Qual è la tua rivista
preferita?
La santa befana ci abbona ogni
anno al National Geograpich. Speriamo che l’abbonamento arrivi anche per il
2013.
2. Qual è il tuo cantante
preferito?
Dipende dall’umore. Felice Ben
Harper, triste De Andrè, mediamente triste, altro.
3. Qual è il tuo prodotto make
up preferito?
Sono scura ma ho la pelle di una che sembra sia oltrepassata da una settimana.
Quindi fondotinta per uniformare il colorito cadaverico.
4. Qual è il tuo film
preferito?
Il
paradiso può attendere.
5. Qual è il/la tuo/a
youtube-guru preferito/a?
Momentaneamente
Hippo and the dog. Non per mia scelta, ovviamente.
6. Dove ti piace vivere?
Dove sono. Ma in una casa più
grande, con una grande giardino e possibilmente spazi enormi.
7. Quante scarpe possiedi?
Troppe. Ma poi metto sempre le
stesse.
8. Qual è il tuo colore
preferito?
Nero. Blu. Grigio.
Na’ botta de colore,neh?
9. Indica i tuoi tre cibi
preferiti
La pizza direi, anche se è
nemica della donna. Quella magra soprattutto. Le omelette ai funghi che prepara
mio marito e il tiramisù.
E ora passo il testimone.......................
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