giovedì 14 marzo 2013

Francesco


Sono cattolica, a modo mio, ma non praticante, sempre a modo mio. Vado, entro, ringrazio e poi scappo via.

Temo di stare al cattolicesimo quanto una fettina di pancetta a un piatto vegetariano.

 

Credo nel Padre, nel Figlio e nella Donna che l’ha partorito, come nello Spirito. Me lo immagino tipo l’abbraccio di mio padre che non c’è più. Un abbraccio che calma e placa e manda via i mostri da sotto il letto.

Non credo invece negli uomini che cercano di impormi con forza le proprie idee, niente nella Chiesa come istituzione gerarchizzata di uomini affamati di potere.

Odio l’ipocrisia, la cupidigia, gli intrighi, il voler a tutti costi essere legati a un passato che, inesorabilmente cambia e con lui le esigenze della gente, i bisogni.

Eppure, ieri, davanti a quella folla, davanti a quel mare di gente, quando l’ho visto, ho pianto.

Per farvi capire: noi siamo di quelli che non battezzano il proprio figlio perché credono nel diritto di scegliere la religione in cui credere o non credere, nel diritto di scelta, a priori, senza imposizione alcuna.

Ma ieri sera, io ho stretto mio figlio e ho sperato che Lui lo benedisse.

E benedisse noi, e il cammino che avevamo fatto.

E per la prima volta nella mia vita, ho sentito, davanti ad un Papa, un’emozione che mi ha travolto.

Francesco, per me che sono Umbra, per me che ho Assisi vicino, ha un senso.

Ha un senso quella semplicità parlata, l’umiltà di gesti poveri, l’accento un po’ così, per me che adoro lo spagnolo.

Oggi, tra i tanti articoli letti, mi colpisce quello di Massimo Gremellini, perché dice le stesse cose che ci siamo detti io e mio marito ieri sera.

Noi urliamo allo stadio, non davanti al Papa.

Battiamo le mani a teatro, non ai funerali.

Non gridiamo ai comizi elettorali ma dietro le note di una canzone. Io in modo stonato.

Ma vedere quella folla afona, in silenzio davanti ad un uomo che parla come Maradona (lo abbiamo detto anche noi!) mi ha fatto bene al cuore e ho pensato che forse non eravamo così lontani, piuttosto eravamo vicini nello spirito, lungo lo stesso cammino.

 

Dal “Cantico delle Creature”

 

Altissimo, onnipotente, buon Signore

tue sono le lodi, la gloria e l'onore

ed ogni benedizione.

A te solo, Altissimo, si confanno,

e nessun uomo è degno di te.

Laudato sii, o mio Signore,

per tutte le creature,

specialmente per messer Frate Sole,

il quale porta il giorno che ci illumina

ed esso è bello e raggiante con grande splendore:

di te, Altissimo, porta significazione.

Laudato sii, o mio Signore,

per sora Luna e le Stelle:

in cielo le hai formate

limpide, belle e preziose.

Laudato sii, o mio Signore, per frate Vento e

per l'Aria, le Nuvole, il Cielo sereno ed ogni tempo

per il quale alle tue creature dai sostentamento.

Laudato sii, o mio Signore, per sora Acqua,

la quale è molto utile, umile, preziosa e casta.

Laudato sii, o mio Signore, per frate Fuoco,

con il quale ci illumini la notte:

ed esso è robusto, bello, forte e giocondo.

Laudato sii, o mio Signore, per nostra Madre Terra,

la quale ci sostenta e governa e

produce diversi frutti con coloriti fiori ed erba.

Laudato sii, o mio Signore,

per quelli che perdonano per amor tuo

e sopportano malattia e sofferenza.

Beati quelli che le sopporteranno in pace

perchè da te saranno incoronati.

Laudato sii, o mio Signore,

per nostra sora Morte corporale,

dalla quale nessun uomo vivente può scampare.

Guai a quelli che morranno nel peccato mortale.

Beati quelli che si troveranno nella tua volontà

poichè loro la morte non farà alcun male.

Laudate e benedite il Signore e ringraziatelo
e servitelo con grande umiltate.

                                                               San Francesco D’Assisi 1224.

 

 

 

 

 

14 commenti:

  1. C'è più credo nelle tue parole che in tante "persone" di Chiesa.

    RispondiElimina
  2. Anch'io mi sono emozionata tanto.

    RispondiElimina
  3. Sai che ha fatto lo stesso effetto anche a noi?

    RispondiElimina
  4. Che bello che in molti abbiamo pensato e provato le stesse cose.

    RispondiElimina
  5. ma te lo immagini il Papa in metropolitana?

    speriamo che sappia riformare la Chiesa e sappia rispondere agli uomini del nostro tempo

    RispondiElimina
  6. si mi sembra il papa perfetto.

    RispondiElimina
  7. Ho provato la tua stessa emozione e avrei voluto anche io aggiungere al mio post di oggi questa bellissima preghiera ma era già troppo lungo di suo e passare da te e trovarla sembra quasi telepatia;-))

    RispondiElimina
  8. commozione anche qui, dove non si frequenta il corso di catechismo ne`si faranno comunione e cresima. eppure quell'uomo fa sperare

    RispondiElimina
  9. A me più che l'uomo in sè, ha mozionato a solennità del momento. La solennità mi emoziona sempre. Perchè è rara, preziosa e, spesso, irripetibile.
    Ieri, infine, c'era anche la consapevolezza di essere lì, davanti alla tv, ma anche di essere in procinto di scrivere un manuale di storia.

    RispondiElimina
  10. forse non sei così distante come pensi.Sei con i tantissimi che ieri hanno condiviso la gioia, la preghiera e la serenità che subiro Papa Francesco ha saputo comunicarci. Abbiamo bisogno di sentirci vicini.
    Pat

    RispondiElimina
  11. Credo che la scelta del nome abbia emozionato tutti e ci faccia sperare in molti. San Francesco rappresenta il buono del cattolicesimi, la parte pura che tutti amiamo!

    RispondiElimina
  12. Anch'io oggi a modo mio ho postato una cosa del genere :-)

    RispondiElimina
  13. Cara MammalnSE.... Non ci conosciamo, sono capitata qui per caso. Sono contenta e ammiro questo post. Magari la pensassero come te tante persone cattoliche praticanti... Sento che sei una bella persona dai sani principi. Sicuramente tornerò a farti visita. Ti auguro tanto bene. Bruna.. ciaoooooooo

    RispondiElimina
  14. Quanto mi piace ritrovarti qui con lo stesso testo ceh ho lasciato da tessy.
    Teleblogpatia: ne siamo affette =).

    Susibita

    RispondiElimina