lunedì 11 marzo 2013

Sorry Seems To Be The Hardest Word

Lui è piccolo, più esile dei suoi 22 mesi ma infinitamente più grande dei suoi 22 mesi.
E parla e ripete e scherza.
E’ ironico. Ha humor da vendere per i suoi 22 mesi.
Il padre mi dice, scherzando, che parlo troppo, che non sto mai zitta.
Lui ripete.
Zitta, mamma.
No, non si dice zitta mamma.
Il padre dice, chiedi scusa alla mamma.
Scusa deve essere davvero una parola difficile da dire, anche a 22 mesi, anche se sono 22 mesi speciali.
Lui mi tende le braccia disperato e comincia un pianto profondo.
Non mi chiede scusa.
Io non lo prendo in braccio.
Continuiamo così per circa 45 minuti, io sempre più in crisi, lui sempre più caparbio, il padre sempre più deciso.
Mi siedo vicino a lui e aspetto. Gli dico che quando si sbaglia bisogna chiedere scusa, che se la chiede tutto torna come prima e la mamma è disposta a riderci. Gli dico che la mamma è pronta ad  abbracciarlo forte. Fortissimo.
Lui, tenacemente si dispera, senza discolparsi.
Cerca di arrampicarsi sulle gambe, piangendo, io questa volta, non cedo. Segue tutti i miei gesti e non capisce perché io non ceda.
Solo alla fine, dopo un’estenuante attesa esce un timido“Scusa mamma”. Si lancia verso il mio collo e mi bacia più e più volte. Lo abbraccio forte e le sue lacrime si mescolano alle mie insieme al dolore per non aver ceduto prima e a quello di non saper insegnare a chiedere scusa.


54 commenti:

  1. essere consapevoli dei propri errori è difficilissimo
    anche da adulti
    chiedere scusa è come ammettere di non essere perfetti
    difficile, troppo difficile
    ma bisogna sforzarsi
    ad imparare
    ad insegnare

    è doloroso, lo so, ma è necessario
    un abbraccio

    Adelia

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    1. Difficile, doloroso, necessario. Uffff. Grazie

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  2. Ha 22 anni imparerà. C'è gente che non l'ha imparato in una vita. Io dico sempre scusa, convinta eh.
    Baci Sandra frollini

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    1. Ho scritto 22 anni miii che stonata!! sandra

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  3. mah, direi che invece hai insegnato. E probabilmente se lo ricorderà, come io mi ricordo la volta che rubai le fragole alla vicina, mia mamma se ne accorse e mi fece andare da lei a chiedere scusa.

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    1. Dici? speriamo...erano buone le fragole almeno?

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    2. Sai che non lo ricordo? Ricordo solo che piangevo come un disperato, ma mia madre fu irremovibile. Avevo non più di 5 anni...

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  4. Oh ma sei stata bravissima a resistere!
    Forse non aveva capito la differenza tra tuo marito che diceva Non stai mai zitta, e il suo dire Zitta mamma...com'e' difficile crescere O_o

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  5. Sfolli secondo me lo aveva capito eccome...Si, difficile insegnare e difficile crescere e per loro e per noi con loro.

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  6. Il mio 5enne chiede scusa con una facilità che non ha niente con vedere col pentimento...

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  7. non ho ancora iniziato a farle chiedere scusa perchè immancabilmente scoppio a ridere. Ho paura, a volte. Paura di non riuscire a insegnare. Però ieri l'ho sgridata per un morso ed è andata a letto senza pianti e senza seno . La prima volta in 19 mesi. Forse vale anche quello :)

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    1. Certo che vale,eccome. E' una forma di punizione.
      Anche io ho paura di non riuscire ad insegnare. Avresti dovuto vedermi ieri. Ero distrutta!!

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  8. Io penso che, con i dovuti modi, non è mai troppo presto per insegnare ai piccoli oggi ad essere i grandi uomini di domani. E non intendo grandi perchè famosi! No, grandi perchè capaci di piccoli gesti che di piccolo hanno solo il nome che li definisce. Scusa: 5 lettere, un grande significato per chi lo dice e chi le riceve. Scusa è una parola che annulla le distanze e riempie i cuori. Per me non hai sbagliato. Ciaooooooooo. Pat

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    1. E' quello che penso anche io. Vorrei che domani fosse davvero un grande uomo.

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  9. Oh, sì, è molto difficile. Io cerco di farlo sempre, chiedere scusa, quando mi pare di aver toppato. Ma insegnarlo a un piccolo dev'essere una bella sfida...

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    1. Si Adriana, anche io chiedo scusa quando penso di aver sbagliato. Ma credimi, altro che sfida!

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  10. E' il loro personale atto di sfida ed affermazione e per noi è una nuova prova di coraggio a cui siamo sottoposte....io spesso perdo!!!

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  11. Che tenacia! Questi "insegnamenti" sono veramente snervanti. Io non mi ricordo quando ho insegnato al mio a chiedere scusa, ma 22 mesi non è troppo presto forse?

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    1. Dici? Non lo so. Credi che abbia sbagliato quindi e dovevo lascair peredere? No perchè me lo sono chiesta anche io.

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    2. Non credo che tu abbia sbagliato. Rimandare renderebbe le cose sempre più difficili.

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  12. Sei stata molto brava e credo che sia un buon modo per far capire: la fermezza, con amore. Sono certa che alla fine di tutto sia stata più dura per te che per lui... un abbraccio

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  13. anche io ho combattuto con questa parola ... per insegnargliela alla fine ho capito che dovevo dirla io .... e ho dovuto imparare a chiedere scusa io ... per una sculacciata fuori luogo, per una sgridata non necessaria, per un gioco rovinato ...e ora la dicono anche loro! e la pretendono da noi (giustamente ;D) ..ps ti consiglio il libro urlo di mamma (insegna a noi mamme a chiedere scusa)

    p.p.s. se passi da me cè un premio per te!

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  14. Ti capisco benissimo, il mio ha 30 mesi e da qualche tempo gli stiamo insegnando a dire scusa o mi dispiace, anche solo: ok cerco di non farlo più.
    E son piena di amiche che mi dicono che è troppo presto, che lo tratto troppo da grande, che pretendiamo troppo... invece secondo noi no, in fondo gli stiamo dando da sempre una visione del mondo che è la nostra, forse non possono capire il senso delle parole ma imparano pian piano concetti come confine o rispetto.
    Che poi quel che trovo assurdo è che chi non condivide iquesta nostra scelta spesso poi tiri ceffoni o sculacciate ai propri figli, quelli per quanto leggeri secondo me son ben meno indolori per l'anima...

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    1. Hai perfettamente ragione. Inutile sgridarli se poi non gli fai capire dove sbagliano e perchè.

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  15. (forse l'ho già detto) Educare e crescere i figli è come una danza: qualche volta ci si pesterà i piedi, però poi si ballerà ancora.
    Hai fatto bene, e condivido tanto anche il commento di mamma che emozione.

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    1. Temo che dovrò imparare il rock and roll!

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  16. Siete stati molto bravi, la prossima volta sarà più facile per voi e per lui, ne sono certa. E' banale ma è un grande regalo che gli fate. Io avrei dovuto essere molto più risoluta, ma non ne avevo la forza, non in quegli anni.
    Per Alex è molto difficile chiedere scusa, a parole, ma i gesti sono trasparenti e su quelli ci alleniamo.

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    1. A me sarebbe bastato pure il bacio, ma il padre voleva le scuse a tutti i costi.

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  17. Anche Dede non chiede mai scusa, e ha già 5 anni.
    Quando vedo che la situazione entra in un circolo vizioso gli dò la via d'uscita: non vuoi chiedere scusa? va bene, però dì che hai sbagliato, che ti dispiace e dai un bacino.
    A quel punto lui cede, ha salvaguardato il suo "orgoglio ferito" e ho comunque chiesto scusa, usando semplicemente una parola diversa.
    E poi, si, concordo con Franci: chiedi scusa anche tu se ti accorgi di aver fatto qualcosa di sbagliato! anche io lo faccio quando mi capita di esagerare...

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    1. Beh mi sembra un'ottima soluzione.

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  18. sei stata davvero brava a non cedere. Sarà un insegnamento che gli rimarrà a lungo!

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  19. Tuo figlio ha 22 mesi, mio figlio 6 anni e ancora mi trovo di fronte a queste situazioni. Sembra una tortura, per lui, chiedere scusa.
    Così come chiedere qualcosa "per favore".
    A volte lascio perdere, altre lo obbligo e quando decido di farlo, vado fino in fondo a costo dello sfinimento.
    Non è facile, ma ci proviamo...

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  20. Fortunamente non ho avuto problemi ad insegnarlo a mio figlio, credo che gli sia bastato il mio esempio. Se sbaglio chiedo scusa, sempre, perchè non sono perfetta, posso sbagliare ma posso rimediare.

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    1. Anche io Pat, ma non sempre basta.

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  21. Immagino quanto sia stata dura per te.
    Anche a me è successa una cosa simile con PdC anni fa, lui aveva urtato malamente una persona correndo allo stadio di rugby ed io gli ho imposto di scusarsi, pena tornare a casa.
    Non voleva, si vergognava, ha anche pianto, ed intorno mi dicevano che ero cattiva.
    Ma poi lui si è scusato tirando su il naso ed il signore a cui aveva pestato i piedi ha accettato le sue scuse e gli ha detto "bravo".
    Anche per me è stato difficile, allora, ma poi è diventato tutto più semplice.
    L'importante è che poi tu c'eri e che lo devi sempre rafforzare positivamente, in questi casi, così che capisca che lo sforzo è servito.
    Brava!

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    1. Si, è stata molto più dura per me che per lui. Anche se a guardarlo sembrava che avesse perso chissà cosa!

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  22. Ciao! Arrivo qui per la prima volta e trovo un argomento che mi sta molto a cuore. A differenza di tanti commenti che mi precedono però devo ammettere che condivido tantissimo l'attenzione al tema ma non troppo l'approccio. Mi preoccupa sempre trasmettere ai bambini il senso che il nostro affetto e la nostra accettazione possano venire meno: credo incoraggino il chiedere scusa come atto formale, senza stimolare alcun pentimento nè autentico riconoscimento dell'errore. Ovviamente le scuse devono arrivare, ma senza il tranello di quello che alla fine, onestamente, è un ricatto emotivo. Spero di non suonare polemica, come tutti avanzo a tentoni cercando la soluzione migliore!

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    1. Ciao prima di tutto benvenuta. Non suoni affatto polemica ed interrogarsi su quale sia il giusto approccio è sempre indice di disponibilità ed amore verso i nostri figli. Anche io penso che le scuse debbano arrivare come un atto di pentimento, ma credo che il sentimento del pentimento a questa età sia davvero prematuro. Ho cercato di far capire a mio figlio dove avesse sbagliato che certe cose non si dicono e che, quando si sbaglia, si deve chiedere scusa. Io ero lì con lui, gli parlavo dolcemente, gli tenevo la mano ma non lo prendevo in braccio, cosa che lui voleva. Credo che avesse capito benissimo la marachella, ma che fosse più forte di lui il provare a mettere me alla prova per vedere fin dove ero dsiposta a cedere.
      Odio i ricatti emotivi, comprese le punizioni. Credo, invece ai rinforzi positivi. Ma come dici te, anche io cerco la soluzione migliore!

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    2. Condivido in pieno le osservazioni di WHY, secondo me gli hai semplicemente insegnato che basta dire una cosa per sbaglio, anche senza capirne esattamente il significato ed essenzialmente ispirata dal comportamento del padre, per perdere l'affetto e la comprensione della madre. Vedrai che la prossima volta ti chiederà scusa in tempo zero, ha capito perfettamente la lezione ma ti starà prendendo in giro.
      Sarebbe stato più giusto che ti chiedesse scusa tuo marito per insegnargli sul serio qualcosa. L'esempio con i fatti prima del ricatto affettivo.

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    3. Ciao, prima di tutto grazie per il commento. Mi fai pensare e riflettere. Che dirti? Come ho già risposto a Why lui ha capito di aver sbagliato, forse non ha ancora chiaro il senso profondo del "pentimento" ( e forse non è chierdergli troppo a 22 mesi?) ma ha capito che un'azione sbagliata produce un rinforzo negativo, una giusta, un rinforzo positivo. Non credo che si possa parlare di ricatto affettivo e spero che non abbia frainteso la perdita del mio affetto. Noi cerchiamo di dare il buon esempio, ma in una conversazione scherzoasa non sempre un bimbo riesce a leggere i toni leggeri. Abbiamo cercato di fare la cosa giusta, ma non ho la bacchetta magica e insegno quello in cui credo con l'esempio il più possibile coerente a quello che sono. Un gentore in apprendistato professionalizzante!
      Io sono Raffaella, e tu?

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    4. Io sono Grazia. Ho visto oggi per la prima volta il blog e sono intervenuta di getto, fose ti sarò sembrata polemica ma anch'io come te sono una mamma in continuo apprendistato. Condivido con te lo stesso percorso, dolorosissimo come solo chi lo ha fatto può capire. Mio figlio è un pò più grande e pago ancora adesso le conseguenze di azioni che allora mi sembravano educative. Ho imparato a tenere in maggiore considerazione i loro sentimenti e a trovare strategie alternative per raggiungere lo scopo, ma mai la negazione dell'affetto. Con questo non voglio dire che avresti dovuto soprassedere e scherzarci su ma sono convita che sarebbe stato sufficiente riprenderlo con tono fermo e deciso senza arrivare alla crisi che invece ha avuto. A presto

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    5. Grazie Grazia! Forse hai ragione, forse proverò a mettere in atto questa strategia. A dire il vero, di solito, ci comportiamo così, non ridiamo, gli diciamo che una cosa non si fa e soprassediamo.
      Devo raccontare un aneddoto. Noi abbiamo un cane che quando abbaia cercando di calmarlo gli diciamo di stare zitto. Mio figlio vede spesso Lilli ed il vagabondo e all'inizio il padrone redarguisce lilli perchè piange dicendole di stare zitta. probabilmente lui ha unito tutte queste informazioni e ha reagito così. Sa chè dire di tacere alle persone non si fa, ma come dici tu, noi siamo i primi a dare l'esempio e io ho detto al cane di tacere! A volte, proprio perchè tu sai come sono arrivata a lui, ho paura di commetetre errori in senso opposto. Vale a dire amore smisurato con conseguenti vizi e non vorrei mai che lui dovesse scontare i miei errori.
      E' un piacere parlare con te. Il confronto aiuta e permette di migliorarci.
      Ti aspetto ancora.

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  23. Un post dolcissimo... gli insegnamenti più difficili sono anche i più necessari.

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  24. ma quanto è difficile! trovare la quadra tra i modi, i tempi, gli usi e le convinzioni di due genitori e uno o più figli.
    certe volte sono esausta, davanti all'ennesimo cpriccio difficile da gestire, tra stanchezza e sensi di colpa.
    e penso solo: ecco perchè lo chiamano il mestiere più difficile...

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