giovedì 18 aprile 2013

Assenze


Non sopporto più le persone concentrate su loro stesse, sulle loro assenze, sui propri inverni.

Non sopporto più le distrazioni, le mancanze, le giustificazioni.

Le amiche che tanto io capisco, che tanto ci penserò domani, che tanto che…
 
Ognuno ha i propri problemi, la vita scrolla sporcizia su tutti, nessuno escluso e i sogni non realizzati non hanno padroni. Sono di tutti.

Mi sono stufata di dover sempre comprendere le paturnie altrui.

Chi c’era con me quando io raccoglievo vetri?

Non mi pare che ci pigiassimo i piedi.

I legami son fatti per essere alimentati, vanno innaffiati come le piante, ci devi soffiar su, altrimenti si smorzano.

Ed io sono fatta così.

Ci devi essere, certe volte.

Altrimenti mi annoio uguale, pure senza di te.

 

56 commenti:

  1. Proprio questa mattina stavo facendo un pensiero simile. Ci sono troppo per gli altri, gli altri ci sono poco per me. Forse sono io che non sono capace di chiedere aiuto, comprensione o forse, semplicemente, dovremmo imparare la nobile arte dell'egoismo :)

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    1. A volte mi domando, come il pazzo che va in controsenso sull'autostrada, se sia io la matta che tenta di stare sempre vicina, quando le amiche hanno problemi, o se forse manco in qualcosa o vedo l'amicizia in termini sbagliati.Bah, meglio che mi fermi nella piazzola di sosta!

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  2. O come ti capisco! Ho perso più "amicizie" io, in questo modo... altro che amori infranti. Fuochi di paglia, ecco cosa sono! Sono sempre io che cerco, che scrivo, che telefono, che chiamo... loro MAI! Solo quando gli occorre qualche informazione. Ma che "amicizie" sono? L'infertilità mi ha insegnato anche questo: a potare i rami secchi, a farmi rispettare, a parlare il meno possibile di me e a dare il giusto peso di certe parole dette o non dette!

    PS Ci penso io ad innaffiarti, adorata piantina mia :))) :***

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    1. E tu si che di painte ed erbacce te ne indenti, vero? Sai tante volte ho cercato di potare i rami secchi, poi son sempre ritornata sui miei passi, nel senso che devo imparare a prendere quello che gli altri possono darmi. Senza pretese ultriori. Il problema infatti son le delusioni, che son sempre proporzionate al bene che si vuole alla persona che ti delude.
      innaffia, innaffia tesoro mio!

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  3. hai ragione, quando faccio questi pensieri penso di essere cattiva, ma sai che dico..sono stufa di essere buona, perchè devo essere sempre io quella che capisce?

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    1. Infatti...ho incasellato tre quattro comportamenti dalle mie amiche che ti giuro le prenderei a schiaffi!

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    1. Dispiace sempre però ammetterlo...

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  5. il vero problema però è che tutti dicono di essere buoni amici: presenti, per condividere lacrime e risate e nessuno riconosce di non esserlo. Hai mai sentito qualcuno dire sono un pessimo amico? Io non ci sono, io mi faccio i fatti miei prendo senza mai dare? No. Allora il problema secondo me è la non consapevolezza in generale. Nessuno ammette di essere stupido, lavativo sul lavoro, sfruttatore di amicizie. E i conti non tornano. Conosco personaggi davvero terribili che sputano sentenze e si dicono amiconi. Mi interrogo spesso su sto punto sai. In amicizia ormai la mia strada è tracciata, faccio quello che posso, forse ho grosse mancanze, ma molti possono affermare che ci sono stata per loro e ancora ci sono.
    Ma vieni al mammacheblog a MI? BACI SANDRA FROLLINI

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    1. Hai ragione Sandra, non è che uno grida ai quattro venti "So' un'amica di cacca!" percò se magari ognuno si facesse due conti e ci si interrogasse mettendosi in discussione, forse le cose andrebbero meglio, in ogni campo.
      Per Milano ci sto pensando. Avrei anche un'amica che mi potrebbe ospitare. Il punto è che mio marito non ha molta voglia di venire. Dovrei lasciare Dani per il we e mi dispaice e portarlo è impresa ardua. Ci sto riflettendo seriamente anche se ancora non mi sono iscritta agli appuntamenti.

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  6. L'amicizia è il sentimento più difficile perchè racchiude la fiducia, la stima, l'accettazione della diversità. Tutto deve essere condito da un po' di curiosità per l'altro, dal rispetto, e dalla voglia di esserci e condividere.
    Spesso mi ritrovo a cene o feste in cui io chiedo informazioni su come procede la loro vita, su quali sono le difficoltà che devono affrontare, cerco di dare il mio punto di vista, di condividere e di capire e poi...puntualmente..a me nessuno chiede niente.
    Raramente qualcuno che conosco riesce a sostenere un discorso in cui l'io viene messo da parte per il TU. Così decido di vivermi la mia dolce solitudine, facendo spallucce ogni volta che mi aspetto la presenza ed invece trovo l'assenza.

    (Ti leggo spesso, ti ho vista in tv a presentare il tuo libro e mi sei piaciuta tanto. Speravo ti facessero approfondire di più i sentimenti che noi donne con infertilità ci siamo trovate a provare...ma sisà...non tutti possono capire, soprattutto con i tempi televisivi)

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    1. Grazie, mi fa molto piacere vederti qui, sei la benvenuta. Molte domande le si fanno senza un reale interesse,tanto per. E' questo che disturba. Io sono la prima a telefonare, mandare messaggi, chiedere informazioni,insomma farmi sentire. Poi vedi che gli altri si scordano delle tue cose, trincerandosi dietro ai loro problemi.Non è facile stare vicino a qualcuno che soffre, come ho detto a Silvia questa mattina, ma è altrettanto vero che il dolore non autorizza a dimenticarsi di chi, invece, c'è sempre stato. L'esperienza ad unomattina è stata importante.Ero terrorizzata. Non c'ho dormito per giorni. Perchè nonostante uno si esponga, scriva, rilasci interviste e sia convinto che sia giusto farlo, in fondo, in fondo, ho sempre paura di sbagliare.

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  7. ...e poi un giorno, l'unico nella tua vita, rispondi: "scusa ma non posso..." e ti chiudono la porta in faccia o ti senti dire: "ma come sei cambiata...!" Forse a volte confondiamo i rapporti di amicizia con quelli che poi, in realtà, sono rapporti di cannibalismo! Quando, come ha commentato qualcuno, si chiama ma nessuno richiama, quando senti dire Io e mai Tu, capisco, capisco...

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  8. Qualcuno mi ha detto che io scrivo, parlo, dico, ma che in realtà, difficilmente faccio entrare nel mio cuore, difficilmente parlo davvero di me. E quando lo faccio, sono un pugno nello stomaco. Non ho mezze misure. E' che sono convinta che, se mi conosci davvero, se fai parte di quel cuore, io non ti debba chiedere aiuto o comprensione. Tu lo devi sapere. E se non lo vedi, o non lo vuoi vedere perchè presa dai tuoi problemi, grandi o piccoli che siano, problemi che porto sulle spalle con te, c'è poco che ci possiamo dire...Si forse confondiamo, o forse diamo pesi diversi alle cose.

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  9. Concordo, Raffaella.
    E fa male quando senti gli amici distanti (parlo di quelli veri, gli altri per me contano poco).
    Non sono abituata a misurare quello che do e quello che ricevo, non pretendo nulla dai rapporti, mi piace la sincerità e la schiettezza, l'autenticità delle relazioni.
    Per questo nella vita ho sempre pensato che un'amicizia solida e vera vada avanti anche nonostante distanze fisiche e mentali.
    Sono anche una persona un po' chiusa sui miei problemi, nel senso che preferisco mettermi all'ascolto degli altri più che parlare di me sempre e comunque. Gli amici mi hanno sempre considerata un "punto di riferimento" per questo.
    E io ne sono sempre stata contenta.
    Però, ecco, succede che quando la vita ti colpisce duramente ti rendi conto che puoi contare solo sulle tue forze, un po' forse per carattere, un po' perché gli altri non si sanno relazionare col tuo dolore. E lì cominci a chiederti se ha senso misurare l'affetto, ciò che si riceve, oppure sia meglio prendersi quello che arriva senza pensarci.
    Io i miei sostegni nel periodo più nero della mia vita sono andata a cercarmeli altrove, è triste da un lato, ma apre la mente, dall'altro.

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  10. Probabilmente, come dici te, non ha senso misurare l'affetto, infatti si ci si dà indipendentemente da quello che ci si aspetta in cambio. Il problema si verifica quando, per caso, per coincidenza, perchè la vita ti colpisce, cerchi intorno, credendo di poter contare sui pilastri della tua vita e vedi che questi, mancano. Perchè coivolti da altro, da un altro dolore, da un amore, da un dolore, da una nuova casa, da la qualsivoglia e comunque mancano all'appello.
    La chiave per non rimanerci male credo sia proprio non aspetatrsi niente, prendere quello che gli altri sanno dare ma riuscire a dosare anche il proprio egoismo.
    Spero solo che i tuoi altri sostegni riescano a farti stare più serena.
    Grazie, un abbraccio grande.

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  11. Sensazione che conosco bene anch'io...che dire? Ecco forse, un pochino, si possono perdonare quelle amiche senza figli. Ancora incentrate su un egoismo fisiologico che in fondo mi ispira indulgenza. Resta il triste fatto però, è vero, che l'amicizia non è tale se non a doppio senso. Immagino che crescere implichi anche ripulirsi i rami, per tenere solo quelli fertili. Non senza malinconia a volte.

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    1. però questa differenza tra chi ha figli e chi no è un po' triste, sempre il ghetto le mamme generose da una parte e le non mamme egoiste dall'altra. In & Out.
      Scusa non ce l'ho fatta a esimermi.
      Sandra

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    2. Ma a pensarci bene però Sandra una differenza io la vedo. Io ho amiche,non sposate, senza figli che fanno una vita completamente diversa dalla mia. Forse Why si riferiva a questa categoria. Sono donne quarantenni che si divertono, incentrate sulla loro singletudine. Fanno sport,prendono aperitivi, hanno relazioni free e quindi vivono esperienze diverse rispetto a questa mia fase della vita. E' difficile trovare dei temi e degli spazi comuni, quando il loro problema è la maniglia dll'amore ed il mio, attuale, come riuscire a dormire più di tre ore a notte! Ma non credo che si parlasse di queste differenze. Nonostante la vita o la quotidianità differente se vuoi esserci per un'amica ci sei comunque.

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  12. Meraviglia!...mi ritrovo in tutte voi, chi scrive e chi commenta.E' sempre un piacere leggervi
    ciao
    Carmen

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  13. o bhe..sai come la penso... sai che condivido i tuoi pensieri...

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    1. Si ragazza, meravigliosamente complessa!

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  14. Eh gia', a volte le mancanze delle amiche fanno male e fanno arrabbiare (e sono d'accordo con Sandra che siano dovute a inconsapevolezza e voglia di non vedere). Pero' la mia esperienza mi dice che spesso vale la pena dare una seconda possibilita', perche' nessuno e' perfetto. Certo, se poi queste continuano a perseverare, allora vvvvia, un bel taglio e nuova vita :-)

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    1. Una seconda chance non si nega mai. Anche se, per come son fatta, un coccio rotto, rimane rotto anche con la colla!

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  15. Io già da tempo ho dato una bella sfoltita alle amiche. Poche ma buone!!!

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    1. Mi piace il termine sfoltito. Mi ricorda quando tagli i capelli e ti allegerisci di tutto il volume che non serve!

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  16. cara Raffa, io sono una di quelle che per le amiche c'è sempre, che ama stare vicino alle persone e condividere, che ha sempre scelto la strada del cuore...sono così perchè fare questo mi fa sentire bene e perché penso che dare sia molto più bello che ricevere. certo poi ci sono alcuni periodi( io ne ho appena passato uno) in cui sei tu ad avere bisogno di aiuto e ti rendi conto che sono poche le persone che vogliono e possono dartelo e che in realtà l'aiuto vero arriva solo da te stessa.

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    1. Anche io Franci, son fatta così. Ma mi fa male vedere che non sempre il mio ideale di amicizia corrisponde a quello delle mie amiche.

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  17. ciao, sorpresa per te..leggi il mio ultimo post!! http://incinta.blogspot.it/2013/04/un-premio-per-me-il-liebster-award.html

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  18. Grazie Raffaella, io nel commento di why non ho letto la parole "single", ma solo "senza figli".
    Nessuno discute sulla differenza nello stile di vita, è ovvio che ci sia, ma leggere la parola egoismo associata a "senza figli" mi ha fatto capire ancora una volta quanto il mondo si divida in 2. Mi spiace dover sottolineare il mio pensiero in blog altrui e spero di averlo fatto coi dovuti modi. Un bacio XXL
    Sandra

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    1. Ma scherzi Sandra, io sono contenta quando ci può essere un confronto, ci mancherebbe. Siamo qui per condividere, scambiarci idee, posizioni, confronti e perchè no, anche scontri, quando le cose si dicono con garbo, come stai facendo tu. Sono convinta che Why non intendesse fare una divisione di genere tra chi ha figli e chi non li ha in termini di bontà ed egoismo. Infatti io ho interpretato in maniera diversa rispetto alla tua interpretazione, tra l'altro sensata. Credo sinceramente che si riferisse ad un diverso modo di vita. La mia amica del cuore, che non ha figli per scelta e che fa una vita completamente diversa dalla mia, a volte mi dice delle cose che, se non la conoscessi e non sapessi che mi vuole un bene dell'anima, sembrerebbero "egoistiche", ma non lo sono. Magari invece Why intendeva qualcosa di diverso. perchè non lo chiediamo a lei? E tu puoi dire tutto quello che pensi qui, sempre.

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  19. Sante parole!!
    E cmq questo tipo di problema si ha anche tra amiche (tutte) senza figli, figuriamoci quando ci sono priorità diverse, qui il problema è proprio su un piano diverso, non dipende se hai figli o no! ;)
    Kiki

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  20. In questi anni ho perso alcuni amici che pensavo davvero mi sarebbero restati vicini e invece le loro critiche (su mio figlio e il mio essergli madre) sono state le peggiori. Non potrei mai tornare indietro, posso accettare il momento di disaffezione e indifferenza ma non su cose così importanti, come dici perfettamente tu io ci sono stata per alcuni di loro mentre non ho trovato ressa attorno ai miei vetri ...

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    1. Infatti, a me puoi anche dimostrare indifferenza, ma non nei confronti di mio figlio. Figurasi le critiche o i commenti cattivi.

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  21. Ciao Raffaella e tutte, in particolare Sandra: innanzitutto mi scuso se ho usato termini che sono suonati giudicanti e che, nel tentativo di essere sintetica, non ho espresso con completezza. Ho parlato di "egoismo fisiologico" ma non credo certo che le donne senza figli siano delle stronze che poi si trasformano in Maria Goretti appena partorito.
    Penso sinceramente che gestire la vita solo per sé renda a volte, per alcune, meno semplice la mediazione necessaria a coltivare un'amicizia con chi ha avuto un figlio (un es. a caso, di vita vissuta: scegliere una destinazione un po' sfigata solo per venire incontro alle esigenze di un pupo). Non è nè cattiveria nè tanto meno inferiorità emotiva: è solo che, io per prima, prima di avere un figlio certe cose non le vedevo. Pratiche, ma anche di sensazioni.
    E' anche per questo che ho scritto che questo tipo di mancanze mi suscitano indulgenza. Sono mancanze che io per prima avrei probabilmente avuto nella mia vita di prima, quando stare al telefono un'ora era la cosa più normale del mondo e non un lusso faticosamente ritagliato tra un pianto e un pannolino. La gestione del tempo coi bambini cambia tanto e con essa deve cambiare, inevitabilmente, il modo di vivere un'amicizia.

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    1. Grazie Why per le precisazioni, anche se immaginavo che queste fossero le motivazioni del ragionamento. Non ti devi scusare, come ho detto il confronto e' bellissimo e i tono non erano affatto offensivi. Sandra ha capito e non è facile esprimere concetti complessi in poche parole. È un grazie doppio, perché non è facile neanche tornare a scrivere di sera con i piccoletta che urlano! Ovviamente grazie anche a Sandra, che ha capito. notte ragazze belle.

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  22. Grazie Why purtroppo un grosso limite dei blog e soprattutto dei commenti è la sintesi necessaria che spesso genera piccole incomprensioni. Sono felice che tu sia tornata.
    Di sicuro con o senza figli si conducono vite diverse, io la domenica dormo a oltranza a volte, cerco sempre di pensare a eventuali bimbi da portare o lasciare a casa nel caso si organizzi un'uscita di qualsiasi tipo. A volte quando l'amicizia è molto carente, come nei casi che hanno scatenato il post di Raffaelle, sarebbe bello ricevere anche un sms in più perchè come dico io molto volgarmente un sms lo mandi anche mentre sei sul cesso, tanto per non interrompere fili importanti. Ti abbraccio Sandra

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  23. sono d'accordo con te, cara Raffaella, e pensare che a volte basterebbe poco, ovvero la presenza, che poi diventa tantissimo

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  24. ieri, il mio post, parlava di questo. della stessa delusione di cui parli qui, ma non l'ho reso esplicito perchè non volevo attirare lì le solite polemiche...perchè ora non ce la faccio a sostenerle.
    ti capisco.
    mi fa rabbia tutto questo.
    mi sento emarginata a volte.
    e sola.
    e non è giusto.
    poi penso che ho sbagliato io a circondarmi di gente concentrata solo sul proprio orticello.
    Che se ti dedicano qualche attenzione è solo perchè in quel momento magari si condivide lo stesso disagio, ma poi, passato, sei passata anche tu.
    quanta sofferenza è passata per la mia casa e per le mie braccia...
    e ora, davvero, basta.
    non ne posso più.
    e non lo permetto più!

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    1. Basta Anna, basta davvero. Basta sofferenza, dolore, emarginazione. Basta sentirsi diversa, inadeguata, quella che...Basta. E' l'ora della serenità, a tutti i costi.

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  25. Ci sono persone e situazioni che ci consumano, come se fossimo candele...prendono solo ...e dobbiamo liberarcene!!!

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    1. Si, credo che a volte sia necessario.

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  26. Capisco la tua delusione perchè l'ho provata l'anno scorso quando ero qui in Usa per la prima volta, da sola, e avrei voluto che le amiche da casa mi facessero sentire maggiormente la loro vicinanza. Alcune lo hanno fatto, altre no. Di quelle che non ci sono state, una è stata solo superficiale e non l'ho più recuperata, ma l'altra aveva problemi ben più grossi da gestire. E ci siamo confrontate e perdonate. Di quella che mi ha sempre scritto, lo faceva perchè era in maternità e con tanto tempo libero, adesso che è al lavoro non la sento più, forse per mancanza di tempo, forse per mancanza di voglia. Insomma, consiglio sempre di dare una seconda possibilità o almeno cercare di capire ecco!

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    1. Ciao Baby,benvenuta e grazie del tuo racconto. Fa sempre piacere sentire altre esperienze. Si,certo, la seconda possibilità non si nega. Ma quando capisci che certe modalità sono proprio modi di fare, beh allora un pò ti girano...

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  27. Io non ho amicizie profonde e a volte mi domando se non sia colpa mia. Mi manca qualcuno che mi vuole così bene da dirmi se sto sbagliando, da darmi una pacca sulla spalla quando serve, ma anche un buffetto affettuoso. Sono rimasta ferita da amicizie che nei momenti difficili non sono state presenti. Ho tagliato anch'io i rami secchi, ma a dire la verità mi sento un po' sola. Adesso ho amicizie legate ai figli, amici di scuola o dell'attività sportiva e prendo un po' quello che viene. Si passano ore divertenti, ma manca sempre qualcosa.

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  28. Ho sempre dato molto nei rapporti d'amicizia. Ho sofferto perchè molte volte sono sentita tradita, ho imparato a leggere i comportamenti altrui e ha difendermi riconoscendo i limiti entro il quale prendersi il meglio e non arrovellarsi in meccanismi rovinosi. E' così quasi sempre, tranne che con un'amica. Gioie e dolori condivisi da più di vent'anni, un lavoro creato insieme, giornate di sfoghi sulla delusone degli amori più improbabili dell'una e dell'altra ( soprattutto dell'una) insomma un rapporto quasi simbiotico, considerando che è la persona con cui trascorro più tempo in assoluto ( più che con mio marito !). Mi ha completamente assorbito nella sua vita complessa, difficile per 1100 motivi. Ho pagato la mia normalità quasi dovendomene scusare, quando negli anni per me sono arrivati un amore, un matrimonio, delle figlie, una stabilità emotiva e non solo, e per lei no. Insomma niente di straordinario, solo una vita banale, normale la mia, che nel confronto a due, diventava il parametro sui cui misurare la diversità e l'impossibilità di immedesimarsi nei panni di chi la vita facile non ce l'ha, ma non vuole farlo pesare. Ho vissuto la sua difficoltà di non avere una relazione tra gente che di norma era in coppia, di avere un compagno , di non riuscire ada avere figli, finalmente di averne, di separarsi il dramma di una crisi economica che rende tutto più difficile.... e mille altre difficoltà quotidiane.
    Tutto in maniera drammatica ed egocentrica e fagocitante. Sono sempre stata una spalla a cui appoggiarsi, ma ora non reggo più. Ho voglia che il mio equilibrio, che ho faticato tanto a conquistare sia la mia forza non un termine di paragone per essere inquadrata nei "normali" e quindi incapaci di comprendere.
    Mi ha fagocitato, svuotato, ora non ho vergogna a dirlo, non ho più neanche l'energia per essere presente e prestare pronto soccorso.
    Ora ho voglia che qualcuno sia attento alle mie variazioni d'umore e che mi dia energia, tanto poi non chiedo molto, anzi non chiedo quasi mai, visto che sono stata cresciuta perchè imparassi ad essere indipendente nella vita e mi riesce anche abbastanza bene.
    Un fiume di parole che non pensavo avrei mai scritto in un commento ad un post. Solo tu sei riuscita a creare quell'atmosfera confidenziale tipica delle chiacchiere tra amiche e a tirar fuori la naturalezza con cui racconteresti a persone fidate qualcosa che ti ha ferito. Che poi sia invece la lettura sia aperta a tutti, vabbè... sei unica.

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    1. Grazie Valeria, per la testimonianza, per esserti aperta, per il tono confidenziale che hai usato. Non solo io non ho più l'energia, ma proprio la voglia. Ho dato il beneficio del dubbio, ma mi rendo conto che non serve nenache quello.
      Ti abbraccio, cara.

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  29. avrei potuto scrivere questo post mille mila volte, anzi un po' l'ho scritto anche io... mi si è detto che mai bisognerebbe pretendere... Non so, nel mio caso l'unica conclusione a cui sono potuta arrivare è che non era vero che io davo molto. Me ne sono fatta una ragione. Magicamente ho notato che pensando più a me tutta sta prospettiva dolorosa si aggiustava un po'. Perchè non era veramente che gli altri mi deludevano, era che guardavo troppo a quel che facevano gli altri per me e mi dimenticavo di quello che potevo fare io per me.

    E poi mi è stata insegnata la parola assertività. E la mia vita è cambiata.
    un bacio Raffaella

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    1. Proverò, cara, proverò a rifletterci.

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  30. Ho sopportato a lungo questo tipo di persone. Ora non più. Per fortuna tutto ciò di cui ho bisogno sta prima di tutto in me stessa

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