lunedì 15 aprile 2013

I bambini e la separazione


Un mio carissimo amico e collega, che stimo profondamente perché appartiene a quella categoria di persone che ama profondamente il proprio lavoro, E CI METTE DENTRO ANIMA E CORE, con sensibilità e professionalità speciali,  che si trovano nella pubblica Amministrazione, sebbene si pensi il contrario, mi ha parlato di un’iniziativa che vorrei condividere.
Perché  trovo questa attività un atto d’amore profondo nei confronti dei propri bambini e di civiltà nei confronti dei propri compagni o ex o vicini al diventarlo.

Si tratta del “Gruppo di parola”.

Il gruppo di parola è uno spazio offerto a un gruppo di massimo 8 bambini compresi tra i 6 e gli 11 anni pensato per accompagnarli nel percorso di separazione dei loro genitori.

I bambini di solito non sono coinvolti nella separazione dei loro genitori, ma la subiscono totalmente. Loro non sanno come esprimere la rabbia, la tristezza, i dubbi, le difficoltà che incontrano. Hanno a che fare con una situazione nuova, non voluta e non hanno gli strumenti adatti per gestirla. L’esperienza del gruppo, attraverso lo scambio e il sostegno reciproco permette loro di “vivere e poter esternare i sentimenti” legati alla separazione. In particolare:

-          Affrontare i cambiamenti legati al distacco;

-          Esprimere i propri vissuti attraverso la parola, il disegno e il gioco;

-          Trovare modelli per la riorganizzazione familiare;

-          Condividere le proprie esperienze con gli altri bambini;

-          Rinforzare l’autostima;

-          Favorire un maggior dialogo con i genitori e gli adulti di riferimento.

La cosa bella del gruppo di parola è che il gruppo è strutturato in 4 incontri a cadenza settimanale, dove sono trattati i diversi stadi della separazione, solo nell’ultimo incontro è prevista la presenza dei genitori che al termine potranno richiedere un incontro con i conduttori (con formazione specifica universitaria) del gruppo stesso.

Il gruppo non si sostituisce al ricorso a un’analisi specialistica, quando necessaria, o al ricorso a terapie psicologiche per bambini, ma vuole essere un luogo dedicato solo a dare la parola ai bimbi. Quello che mi ha colpito dai racconti del mio amico è che i bambini non si trovano a vivere tutti lo stesso stadio della separazione: così quelli che magari hanno già conosciuto il nuovo/a compagno/a della mamma o del papà danno consigli a chi, invece, si trova nella situazione di doverli conoscere, oppure, tra loro, si confrontano su come superare certi momenti.

E vengono fuori delle cose che fanno pensare: ” la separazione è cacca, la separazione fa schifo, fa male, è brutta. Ma è brutto anche quando mamma e papà urlano, quando litigano e si dicono le cose brutte, e mamma piange e papà sbatte la porta ed esce ed io rimango solo e ho solo voglia di piangere”.

Fanno disegni in cui ritraggono la loro rabbia, e lo fanno magari facendo merenda, a terra, insieme. Lì ricompongono i pezzi di una famiglia a brandelli o meglio i cocci dei loro piccoli vasi, rotti. Credo che sia una possibilità e un’occasione che, qualunque genitore degno di questo nome, in una fase così delicata della vita del proprio figlio, debba dargli.

Perché, come una volta scrissi in un altro post, il compito di un genitore non si esaurisce solo nel proteggere il proprio figlio dalla violenza, anche familiare e verbale e dalle malattie. Il dovere di un genitore è dargli tutti gli strumenti che sono a sua disposizione in modo che sappia affrontare, bilanciandosi, una vita in bilico, una vita che spesso perde il proprio equilibrio. Una madre e un padre hanno l’obbligo morale di offrire al proprio figlio occasioni di crescita, possibilità, chances. Con qualunque strumento atto a stimolargli cuore e mente, con sensibilità e rispetto, in modo schietto e sincero, anche davanti al fallimento del  proprio amore.

 
La partecipazione è gratuita e richiede il consenso di entrambi i genitori, proprio a sottolineare che nessuno dei due utilizzerà la faccenda come strumento di ritorsione reciproca a discapito del bimbo.

Io trovo che sia un’iniziativa di grande civiltà e di amore.
 
 
Facciamoli parlare e soprattutto ascoltiamoli.

 

22 commenti:

  1. iniziativa bellissima
    ed estremamente educativa.


    ( e grazie dell'elogio per noi impiegati pubblici, che siamo sempre bistrattati per colpa di qualche pecora nera.. )

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    1. Hai ragione Adelia...io sono proprio stufa di prendermi gli attacchi di tutti quelli che mi dicono che noi del pubblico non facciamo niente. Io lavoro e tanto. Come tanti, anche se so che anora c'è gente che non timbra per prendersi il caffè o si fa timbrare dagli altri. Ma c'è tanta gente che lavora e di brutto. Che si accolla i problemi degli altri, che fa di tutto per finire in tempo una pratica. Mi sono stancata di rispondere alla gente che dice che rubiamo lo stipendio. Io ho studiato 10 anni per avere il posto che ho, che tra l'altro non è niente di che, ho dato un concorso pubblico e l'ho vinto dopo 7 anni di gavetta, co.co.co, co.co.pro, e non avrò neanche la pensione. E pijo una miseria! Se esco a fare colazione,timbro, e poi recupero. Pago le tasse per me e per chi non le paga,pago tutto, sono trasparente. Il prossimo che mi dice eh ma voi del pubblico...lo stacco in aria!

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  2. Mio marito ha affrontato la separazione dei suoi genitori ormai da adulto ed è stato un trauma. Posso solo immaginare cosa sigifichi per un bambino.
    Bellissima iniziativa :)

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    1. Mio marito aveva circa dieci anni, ma se ne parla gli vengono ancora gli occhi lucidi.

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  3. Purtroppo so cosa vuol dire essere figlia della separazione dei propri genitori.
    L'ho subita ma, pian piano, mi sono rialzata.
    La mia presa di coscienza però ha avuto un ulteriore costo. Ho perso - e non materialmente - uno dei due componenti.
    Come posso non appoggiare questa iniziativa che trovo stupenda?
    I primi, e direi anche gli unici, a subire tutto quello che la separazione comporta sono proprio i bambini.
    Mara

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    1. Succede anche questo, Mara. Oltre il danno pure la beffa. Mi dispiace, cara.

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    2. Tutto accade perché deve accadere. C'est la vie :)
      grazie.

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  4. Bellissima iniziativa, anche perché il tema e' veramente delicato ed importante. L'ho vissuto con mia sorella che per un periodo si è separata, poi fortunatamente tutto e' tornato al loro posto e la famiglia si è ricongiunta, ma per il figlio questo ha voluto dire tanti contraccolpi, momenti di disagio che ha esternato in vario modo e quando era tardi intervenire, se non cercando di porre rimedio a errori già commessi. Iniziative come queste sono fondamentali e il supporto e l'aiuto di chi sa e sa fare, indispensabile per genitori spesso allo sbaraglio. Complimenti di cuore da parte mia e mi piacerebbe molto conoscere qualcosa di più su questa organizzazione. Hanno un sito internet o qualcosa di riferimento?

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    1. Se vai sul sito del Comune di Terni, dentro all'area sociale, sotto gruppi di parola, trovi i riferimenti. Questo è il link.
      http://www.comune.terni.it/canale.php?idc=532

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  5. Trovo che lo spirito sia quello giusto, dar voce ai bambini in un contesto in cui sentano di poter dire ciò che pensano e provano senza timore di ferire. Parlando con un genitore entrano in gioco dinamiche che un estraneo non scatena e paradossalmente diventa più facile.
    I bambini hanno bisogno di esprimere la loro rabbia.
    Ricordo di aver fatto disegnare tanto PdC da piccolo per tirar fuori i suoi sentimenti.
    E di avergli regalato sacco da boxe e guantoni per sfogare in maniera sana la rabbia, che altrimenti avrebbe rivolto verso sé stesso.
    E credo che anche i genitori debbano lavorare su sé stessi, per accettare la rabbia ed il dolore dei figli, che spesso percepiamo come un fallimento personale. Solo così li possiamo accompagnare davvero ed insegnare loro a gestire la sofferenza (che fa parte della vita ed aiuta a crescere).
    Bello spunto Raffaella, davvero.

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    1. Non è da tutti un approccio come il tuo alle difficoltà. Non è da tutti metetrsi in discussione, lavorare su se stessi.Tu sei una persona intelligente e come tale hai capito. Bisogna fare sempre un passo indietro, fermarsi e cercare di capire.

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  6. Magari potesse essere un'iniziativa dei tanti comuni italiani. I bambini vanno ascoltati sempre e anche dato loro la possibilità di esprimersi anche in questi casi. E' terribile che si trovino ad essere il centro delle faide coniugale. Questa iniziativa è un grande esempio civico

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    1. Si, lo credo anche io Anto e penso che si possa lavorare in tal senso.

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  7. Come puoi immaginare, con me sfondi una porta apertissima.
    Finora i miei figli sono stati additati come un esempio di serenità, maturità, tranquillità, NONOSTANTE il grande nonostante della separazione. Ho parlato tanto con loro, non mi sono sottratta a interrogatori, sfoghi, frustrazioni e inquisizioni più che legittime, e spero che anche il padre faccia lo stesso. Ma io non abbasso mai la guardia, e se dovessi recepire un qualche segnale di disagio non esiterei ad affidarmi/li a personale specializzato. Meno male che ci sono...

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    1. Tu come Barbara siete persone che si mettono in gioco, di grande intelligenza, umanità e spessore. E non è da tutti spogliarsi delle proprie convinzioni e metetrsi a disposizione dei figli. Anche delle loro critiche.

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  8. Si diventa genitori, ma si resta persone: uomini e donne con le loro difficoltà, travolti da quello che accade.
    Non posso essere a priori contro la separazione, anche perché come scrovi bene tu, rimanere insieme nonostante tutto non è detto che sia il meglio che possiamo offrire ai bambini.
    Gli unici veri atti d'amore mi sembrano le attenzioni che possiamo offrire ai nostri figli, nonostante tutto. Un atto d'amore è un'iniziativa come questa, ad esempio.
    Non posso fare in modo che tu abbia un papà e una mamma uniti, ma ti offro tutto il mio amore e il mio sostegno per superare insieme questo momento.
    E' così che vedo questo progetto.

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    1. Si Letizia, è bellissima la frase che hai detto. "Non posso fare in modo che papà e mamma restino uniti, ma posso offrirti il mio amore e il mio sostegno"
      Bellissimo.
      Grazie

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  9. Purtroppo troppo spesso ci si dimentica dei bambini durante una separazione ..invece dovrebbero essere ascoltati! Bella iniziativa ..
    ps da me ci son due premi per te ...magari li hai già ma io ho pensato a te...

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  10. Ma graize Franci, troppo buona...

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  11. bellissimo. Mi è preso il magone leggendolo.
    Figlia di due genitori che avrebbero dovuto separarsi. E di fatto lo hanno fatto ma restando sotto lo stesso tetto, finchè uno dei due non se n'è andato, ma per sempre.
    So che sicuramente è difficile vivere la separazione, però almeno dà una chance

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  12. Grazie per questa segnalazione che parla di rispetto e civiltà. Passerò il link al mio Comune.

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