mercoledì 4 settembre 2013

Il sogno rotto


Certi sogni sono così fragili che sono destinati a rompersi nel loro dna. Se poi la realizzazione del proprio sogno dipende da quello di un altro, che sogna meno di noi, con meno ardore, allora i sogni non combaciano e molto probabilmente si romperanno come cristallo contro il pavimento. Ma le storie non sono bicchieri, dietro le storie ci sono le persone e certe storie “sono tutte da piangere già prima del finale”.

La storia è quella di una ragazza brasiliana bellissima che si innamora del suo datore di lavoro e spera che il bambino che aspetta le cambierà status, trasformandola da amante a compagna. Un sogno banale, un sogno vecchio come il cucco. Una vita normale, una casa, forse, una famiglia e probabilmente un letto al posto di quel divano sul quale dorme non avendo un posto dove stare.

Ma forse il paese è piccolo e la gente mormora e attorno a quella bella ragazza brasiliana dal sorriso contagioso si formano maldicenze e “si sa che la gente dà buoni consigli sentendosi come Gesù nel tempio, la gente dà buoni consigli se non può più dare cattivo esempio”.

Così, forse una vecchia mai stata moglie senza mai figli, senza più voglie, o forse un uomo piccolo piccolo che vuole la botte piena e la moglie ubriaca, che ha tutto ma vuole di più manda in frantumi il sogno. O meglio lo lorda, lo stropiccia lo calpesta con una violenza non umana, un’empietà che ha del diabolico.

 Quel bambino forse, porta scompiglio, spezza l’apparenza di una famiglia felice, non si ha da fare. L’uomo piccolo, piccolo e malvagio come il più misero degli esseri non può permettersi lo scandalo, non può permettere che nel paesino di Sant’Ilario tutti si accorgano che, in questo caso, non è lui il missionario.

E allora il finale di questa brutto film è struggente, brutto come solo certe brutte azioni sanno essere. Lui li uccide, lei e suo figlio. E come se non bastasse tenta di far credere che sia un suicidio, e come se non bastasse cerca di finirla quando è già finita. E la uccide più e più volte. Strangolandola, facendole bere dell’acido, aprendo il gas.

E più lei muore più vive il suo sogno rotto.

Come si può punire chi uccide un sogno?



18 commenti:

  1. Come si può punire chi uccide una donna e suo figlio avendo già a casa una bimba di un anno e un'altra di un mese?
    Sono senza parole...

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  2. non dimentichiamo che ci sono delle indagini in corso, non c'è ancora il test del dna sul feto e nessun processo ha proclamato un colpevole....sono contro a priori sui giudizi superficiali e frettolosi...poi ognuno è libero di romanzarci sopra la storia che preferisce...

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    1. Sai la storia di una donna uccisa e di suo figlio non potrà mai essere un romanzo. In questo caso poi e' un fatto e nei tribunali si compiono le peggio nefandezze.

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    2. Hai fatto bene a precisare Silvia, concordo sui giudizi frettolosi e di effetto. Alcuni quotidiani di oggi, però, riportano alcune sue dichiarazioni. Fermo restando che la giustizia farà il suo corso, rimane che la storia da me romanzata potrebbe essere la storia di tante altre che abbiamo letto e ormai dimenticato. Questi sogni sono i sogni di molte.

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  3. Come sempre sai raccontare un fatto di cronaca da una prospettiva nuova, diversa, toccante.
    Certe storie portano a credere che esistano anche dei sogni sbagliati. Non dovrebbe essere così. I sogni possono essere imperfetti e magari non condivisi ma mai sbagliati.

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    1. Magari il sogno di uno e' l'incubo per un altro, ma come tutte le cose credo che la bontà dei sogni sia nella correttezza poi delle azioni.

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  4. Sarò cattiva e crudele ma io propongo la stessa moneta.

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    1. In Italia si riabilita....è tu sai meglio di me.

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  5. Questa vicenda è disumana, talmente atroce da sembrare finzione, un film. Non ho parole, spero che la giustizia faccia il suo corso e la coscienza del colpevole il resto.

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  6. Io mi chiedo se ci sarà mai un mondo giusto.
    Un mondo in cui certe cose non succedono.

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  7. Questa brutta storia mia davvero sconvolta.....la bruttezza dell'uomo contro l'innocenza, la giovinezza, la bellezza, l'amore di ma donna e del suo piccolino........

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  8. Ancora faccio fatica a credere che persone così esistano davvero! Come può un essere umano compiere azioni così disumane! Ancora faccio fatica, nonostante ogni giorno a lavoro sento storie di violenze!

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  9. Leggo questa storia come la storia di molte, troppe, al di là del caso concreto.
    Ciò che mi colpisce, però, è che nei tanti episodi di cornaca come questo l'uomo "piccolo piccolo e malvagio" è anche padre di famiglia.
    Ecco.
    Mi viene da chiedermi come saranno i suoi figli, un domani, con un padre così (e non parlo solo di patrimonio genetico, che quello conta molto meno dell'educazione).
    E' uno dei motivi per cui non riesco a credere, ad avere fede.

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  10. Come abbiamo creato la nostra umanità ci piace distruggerla ad ogni piè sospinto. Rimane tanto vuoto e tanta vergogna per essere così insieme, nello stesso mondo con queste "persone".
    Un abbraccio Raffaella cara, sei sempre dispensatrice di parole giuste.

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  11. Cavoli non sapevo, e non sapevo neanche di Jackie e dei suoi bambini, oddio che tristezza (sono due storie diverse, ma stringono tutte e due il cuore). Proprio stamattina alla radio c'era Bocca di Rosa...

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  12. Mamma Piky...La stessa moneta? Cioè? Uccidere anche lui? Uccidergli la sua bimba? No. Questo mai. Questa non può essere la soluzione. Nessuno potrà ridare la vita a quella ragazza, e al suo bimbo mai nato, e perdonatemi se sembro inappropriata... è un crimine gravissimo ma non sappiamo e non sapremo mai come stessero le cose tra i due.

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    1. Stessa moneta per me significa pena esemplare, forse non mi sono espressa nel modo giusto, ma esemplare veramente. La punizione per me e' punizione, lo deve essere in primis, poi, e solo in alcuni casi, rieducazione, di sicuro non in questi. Credimi se ti dico che le trame della legge sono così lente, che ci passano dentro tutte le ingiustizie. Un crimine di quel tipo, ai danni di bambini poi, non possono richiedere possibilità, o dare scappatoie. Non ci può essere un diritto a...non esistono diritti quando sei il responsabile di un fatto così tragico. Avete mai fatto caso che nei omicidi più efferati, non c'è più una confessione? Io ho un mio parere: nessuno confessa perché farla franca o pagare con poco, e' una routine. So di potermela cavare e quindi nego, sempre, comunque e per chi viene "pizzicato" lo stesso, ci pensa il sistema a dare scappatoie. Non esiste più la pietà e sempre più esiste la follia, se non ci pensa il sentimento umano a non compiere certe scelleratezze, per lo meno puniamo forte, magari e' un deterrente, perché per ora qui vige l'anarchia e l'idea che "faccio ciò che voglio".

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