martedì 24 settembre 2013

Un uomo giusto. Tra le Nazioni.

 
L' albero nel Bosco dei Giusti, allo Yad Vashem, uno dei luoghi della Memoria più sacri per il popolo ebraico, ha un ramo in più.
Gino Bartali, il campione del ciclismo, è stato proclamato giusto tra i giusti.
E’ una storia bellissima. E la voglio raccontare perché, personalmente, io di quest’uomo non sapevo nulla tranne il famigerato antagonismo con il suo antagonista Fausto Coppi.
E invece, quest’uomo dal naso grande e dai polpacci forti, ha salvato circa 800 perseguitati ebrei, nascondendo nella canna della sua bici documenti falsi e carte da consegnare alle famiglie rifugiate in conventi e monasteri per aiutarle a scappare dall' Italia, mentre si allenava.
 
Tra il settembre del 1943 ed il giugno del 1944 pedalò così’ intensamente lungo la rete ebraico-cristiana, messa in piedi a seguito dell'occupazione tedesca e all'avvio della deportazione degli ebrei, salvando centinaia di ebrei locali ed ebrei rifugiati dai territori prima sotto controllo italiano, principalmente in Francia e Yugoslavia.
 
E’ tutto documentato. Basta leggere la storia di questa formidabile rete consultando il decimo numero (anno IV) della rivista Ecclesia, stampata a Città del Vaticano e uscita nell' ottobre del 1945.
La sua attività non si limitò a far da staffetta perché nascose anche alcune famiglie ebre nella sua casa, nonostante i fascisti lo sorvegliassero.
Sembra che, finita la guerra, quando gli chiesero numi sulla sua attività segreta  lui abbia risposto:” Le cose belle si fanno, non si dicono”. Che vi devo dire? A me chi mette in pericolo la propria incolumità per il bene di altri, mi allarga il cuore.
Buona pedalata, uomo dal naso grande. 

E  sulle note di Paolo Conte vi auguro buona giornata:
 
 Oh, quanta strada nei miei sandali

quanta ne avrà fatta Bartali

quel naso triste come una salita

quegli occhi allegri da italiano in gita

e i francesi ci rispettano

che le balle ancora gli girano

e tu mi fai - dobbiamo andare al cine -

- e vai el cine, vacci tu. -




Farà piacere un bel mazzo di rose

e anche il rumore che fa il cellophane

ma una birra fa gola di più

in questo giorno appiccicoso di caucciù.



Sono seduto in cima a un paracarro

e sto pensando agli affari miei

tra una moto e l'altra c'è un gran silenzio

che descriverti non saprei.



Oh, quanta strada nei miei sandali

quanta ne avrà fatta Bartali

quel naso triste come una salita

quegli occhi allegri da italiano in gita

e i francesi ci rispettano

che le balle ancora gli girano

e tu mi fai - dobbiamo andare al cine -

- e vai el cine, vacci tu. -



È tutto un complesso di cose

che fa sì che io mi fermi qui

le donne a volte sì sono scontrose

o forse han voglia di far la pipì.

E tramonta questo giorno in arancione

e si gonfia di ricordi che non sai

mi piace restar qui sullo stradone

impolverato, se tu vuoi andare, vai…

e vai che io sto qui e aspetto Bartali

scalpitando sui miei sandali

da quella curva spunterà

quel naso triste da italiano allegro

tra i francesi che si incazzano

e i giornali che svolazzano

C'è un pò di vento, abbaia la campagna

e c'è una luna in fondo al blu…



Tra i francesi che s'incazzano

e i giornali che svolazzano

e tu mi fai - dobbiamo andare al cine -

- e vai el cine, vacci tu! "




8 commenti:

  1. Non ero a conoscenza di questa storia. Un grande uomo.

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  2. Ha saputo rischiare tanto del suo per gli altri. Da ammirare

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  3. Non sapevo nulla di questa storia, grazie di averla raccontata!

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  4. l'ho sentito ieri, una storia stupenda, grazie per averla diffusa. Sandra quella di Natallia

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  5. Che bella storia davvero, di quelle che rimangono impresse nell'immaginazione e nel cuore. Grazie di averla raccontata!

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  6. che bella storia. E adoro la canzone

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  7. Brava Raffaella, anch'io ho voluto saperne di più, ed ho scoperto molte altre storie di vero altruismo..un vero insegnamento...altro che la nostra generazione di egoisti...

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  8. Anch'io non conoscevo questo lato della storia di Bartali, prima di legger l'articolo sul giornale.
    C'è davvero un mucchio di cose che non so, in realtà.
    E mi dispiace soprattutto perdere perle di storia positive e che portano luce.

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