lunedì 19 novembre 2012

Unfaithful. L'amore infedele


Oggi c’ho un’angoscia che la metà basta.

Mannaggia a me e a quando mi sparo dei film che a pensarci bene era meglio se quelle due ore le passavo a fare il punto filza e il macramè.

Non so chi di voi ha visto ieri sera “Unfaithful. L'amore infedele”film di Adrian Lyne (quello di 9 settimane e ½ per intenderci) remake di “Stéphane, una moglie infedele” di Claude Chabrol.

La trama è abbastanza semplice: Lei (Diane Lane) bellissima, lui (Richard Gere) pure, sono una coppia che ha tutto. Vivono in una casa da sogno alla periferia di NY, sono fighi, anzi fighissimi, hanno un figlio con delle orecchie improbabili, cosa che non sembra destare la loro preoccupazione e vivono una vita agiata, di quelle che per ammazzare il tempo ti devi fare il bagno nella vasca con le candele sorseggiando champagne o programmare un viaggio esotico che ti stanca al solo pensiero. Tutto sembra girare per il verso giusto, fino a quando a lei non parte il boccino e si invaghisce follemente di un ventottenne belloccio che fa del sesso una delle sue migliori armi di seduzione e vive a Soho vendendo libri che, molto probabilmente non hanno mai letto.

 E giù lì a darci dentro per circa un’ora in mezzo, di pioggia e di vento, ripassando più e più volte tutte le posizioni ipotizzate dal Kamasutra, che anche un po’ meno, grazie.

Il film racconta la trasformazione della passione in ossessione fino all’epilogo tragico della storia, quando il marito scopre il tradimento. Lyne è un mago nell’unire il torbido al sensuale, nel descrivere l’erotismo più glamour, meno nel trattare temi noir.

Ma dosa in maniera equilibrata curiosità, ossessioni, stereotipi sessuali e psicologia. La rappresentazione del sesso costruisce tensione. I dettagli e le immagini toccano figure simboliche resistenti e coinvolgono lo spettatore.

L’incontro dei due amanti è uno scontro, la collisione di due vite, due mondi diversi. Collisione spietata di due esistenze che non potranno più essere le stesse. Nessuno dei protagonisti potrà più essere lo stesso.

Il film di fondo è brutto. Lento, monocorde. Ma resti incollata al video solo per vedere fino a che punto la protagonista è talmente folle da mandare a puttane, nel vero senso della parola, la sua unione, la sua vita, il rapporto con il figlio, per una storia di sesso. Avendo tra l’altro un marito che è Richard Gere, ma questa è un’altra storia.

Lei è così brava che la prenderesti a sberle i giorni dispari e pure quelli pari, sbattendola al muro a forza di ceffoni. Una donna priva della qualsivoglia ragione che si lascia sopraffare dagli ormoni che neanche noi fivettare, e si perde dentro il tunnel dell’adulterio di quello più sporco, di quello più brutto che non salva niente, neanche la banale apparenza della pietà.

Perché allora mi ha tanto colpito, da rendermi oggi così, vulnerabile?

Perché è un film sulla colpa e sulle possibilità di venirne a patti.

Perché sembra volerci raccontare di un mondo dove la sicurezza, individuale, famigliare e sociale, si sfalda in un abisso di precarietà morale e non c’è amore che tenga.

Sull’'ambivalenza di due sentimenti contrapposti, il senso di colpa, la razionalità da una parte e la totale libertà dei propri istinti e l'irrazionalità dall'altra, che divora, divelte, distrugge.

Perché è un film sulla ricomposizione.

 Dell'adulterio.  Della frantumazione. Della morte.

In sostanza il povero amante è sacrificabile, infatti, fa una finaccia.

Mentre i due protagonisti, marito e moglie, appaiono in fondo vittime di perturbazioni sentimentali scaturite da un gioco casuale del destino ed il tradimento sembra che sia caduto dal cielo come un evento doloroso e nefasto, di cui nessuno ha colpa.

Una specie di virus intestinale.

Solo questa mattina, ripensandoci ho capito cosa mi ha fatto veramente male.

Uso le parole non mie, perché descrivono perfettamente le mie emozioni “ mi annienta la
possibilità di baratri emotivi così vicini alle nostre esistenze, dentro possibilità che possono all'improvviso concretizzarsi, un po' come le centinaia di persone che ordinate entrano ed escono dal metrò senza mai sfiorarsi e conoscersi, mentre in una strada vuota è possibile mutare la propria vita per imprevedibili collisioni atmosferiche, come il vento che trascina le pagine dei libri, alcune si posano vicine altre volano lontanissimo”.
Ecco. Non avrei potuto descrivere meglio l'improvvisa solitudine che assale senza una ragione, senza un motivo apparente e traccia solchi, abissi, voragini.
Quando l'inferno ti entra dentro e si fa dirupo tra le esistenze.
Improvvisamente, inaspettamente.
Qundo scordi di essere un essere pensante.
 
E voi, credete sia possibile ricomporre una coppia strappata?






39 commenti:

  1. Si io ci credo....occorre tanto amore, e questo è il difficile.

    P.S. Il film, dalla meravigliosa colonna sonora, è stato buttato nel cestino della spazzatura, non perchè brutto ma, per ammissione del Principe, tenerlo in casa porta sfiga!!!

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  2. io ci sto provando da un pò... a volte sembra funzioni a volte no... nessun tradimento, almeno non mio e non credo suo all'orizzonte ma comunque una solitudine difficile... Ci sono momenti in cui tutto sembra sul punto di finire e momenti in cui ti senti una studipa ad averlo anche solo pensato... è semplicemente molto molto difficile far funzionare bene la coppia!

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  3. Io credo che quando una coppia è strappata non tornerà più come prima...e a strapparla può non essere solo il tradimento, ma cose che fanno molto più male..poi per i figli si provano a incollare i cocci, a volte va un pò meglio, a volte peggio, ma le crepe restano...

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    1. E' questo che mi lascia lacerata. il fatto che dopo niente può tornare come prima.

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  4. Sì. Si può fare. Non è facile, ci vuole un amore smisurato per ricucire certi squarci. Ma credimi, si fa.
    Mi hai fatto ripensare invece a Ultimo Tango a Parigi. Quando Marlon Brando incontra l'amante della moglie, appena suicidatasi, e scopre che indossano la stessa vestaglia. Una delle scene più geniali del cinema.

    Ora te la cerco

    https://www.youtube.com/watch?v=ZLMgJqx2wp0

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    1. Alcuni dettagli spalancano approfondimenti psicologici che sono mondi a parte.
      Grazie, come sempre ti credo.

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    2. Raffaella, cambia prospettiva allora. Se temi che niente potrà più tornare come prima, allora pensa che ricomincerai, ricomincerete da un'altra angolatura. Ti abbraccio forte

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    3. Spero di non vivere mai una solitudine del genere, Clara. Spero che non avvenga mai. Ma temo che nessuno sia esente da solitudini così profonde.

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    4. Ti auguro di non vivere nessuna solitudine, e se dovessi sfiorarle, ricordati che sei semplicemente umana.

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  5. Credo di sì. Il vero problema è capire quanto ne valga la pena, o meglio, se ci sono ancora i presupposti per recuperare un rapporto felice.
    Alex V

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  6. Io non lo so.
    Forse ci proverei. Ma sapendo che non potrò riuscirci.
    Se il filo si spezza puoi farci sempre un nodo. Ma ogni volta che lo farai scorrere tra le mani il nodo si sentirà sempre e ti ricorderà cosa è successo.
    Ma è facile parlare a mente fredda....

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  7. Mah, io penso che le storie parallele non piovano dal cielo, e che quindi ricucire una coppia strappata da questo evento non sia né facile né credibile. Non credo che le crisi ormonali arrivino così, per caso. Hanno un substrato di assenze, di mancanze, di frustrazioni che finiscono per incanalarsi in un rapporto che può essere anche esplosivo e folle come quello del film.

    Il film in oggetto l'ho visto in un periodo complesso: appena separato da mia moglie, e da un rapporto intenso quanto quello del film e altrettanto complesso. Diciamo che per fortuna almeno a me è mancato il sacrificio umano, ecco :D

    E poi, secondo me, chi meritava la fine tragica era Richard Gere: per la sua recitazione e perché regalava dei souvenir che nemmeno a Venezia vendono più. Anzi, ora capisco perché lei si è cercata un ganzo! :D :D

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  8. Ah, ah, l'ho pensato anche io. Ma si può regalre una cosa del genere? meno male che il finale della tua storia è andato diversamente. Anche io credo che le storie non vengano come virus.

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  9. ricordo anch'io il film, non era un granchè in effetti..

    ricomporre non credo, perchè personalmente nulla si ricompone..

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    1. Concordo pienamente. Grazie di essere passato.

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  10. Ho visto il film di cui parli diverse volte... a me non dispiace a dire il vero, anche se racconta una verità molto comune che finisce in tragedia. Nel momento in cui si tradisce, credo ci si convinca di essere invincibili, invece si cambia, impercettibilmente prima e pesantemente poi. E se una persona ci ama davvero, lo vede e lo sente.
    Non so se si possa ricucire uno strappo, diciamo che io ce l'ho fatta.... essendo quella che ha subito, molto molto tempo fa, ho ricucito con tanta ma tanta fatica. Il dramma è tornare ad avere fiducia!

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    1. Hai fornito una visuale diversa, Libby. Ci si crede invincibili. Non ci avevo mai pensato. Forse, in effeti è un pò così. Grazie per aver scritto la tua testimonianza.

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  11. Bella domanda, cara Raffaella.
    Personalmente non tradisco, per pigrizia. Se amo, amo totalmente, non mi rimangono energie per il sotterfugio.
    Anche per mancanza di memoria, ma questo è tema a parte.
    Ci sono tradimenti peggiori del letto. Ci sono solitudini peggiori di chi dorme con qualcun altro. Ma anche nei tradimenti ci sono mille sfaccettature, ci sono i traditori seriali e quelli che perdono la testa e quelli del momento di debolezza.
    A volte è difficile ricomporre perché sembra "sbagliato" anche se è quello che si vuole.
    Concordo con l'ing (ci siamo già confrontati sul tema, ricordi?) quando dice che al tradimento si arriva per mille motivi, magari si deve lavorare più su quelli che sull'evento in sè.

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  12. ah
    e tu fai certe domande a una come me, che c'ha la clava telescopica nascosta nella tasca posteriore del jeans?

    Io non ho mai tradito
    non per pigrizia nè per mancanza d'occasioni
    semmai per mancanza di interesse
    perchè sono, ora come più di 20 anni fa, innamorata di Abdelsalam.
    il giorno in cui non lo amerò più andrò via, non se lo merita di avere accanto una donna che non lo ama.

    se scoprissi un suo tradimento ci metterei meno di un nanosecondo ad andarmene via.
    tutto l'amore che provo, tutta la vita insieme cancellata in un secondo, giuro. e lui lo sa perfettamente. sa cosa divento quando mi prende la furia cieca dell'annientamento del nemico.

    sono così
    senza mezze misure
    o tutto o niente
    non avrei più fiducia

    non credo che i cocci si possano incollare nuovamente.
    anche in archeologia le riparazioni vengono lasciate ben evidenti
    per mostrare come doveva essere un pezzo. come doveva essere, appunto, non com'è.
    nella realtà è rotto.
    non sono capace di perdonare, ammiro chi ci riesce e se la sente fino in fondo, ma è davvero raro..

    detto questo..
    ma fare qualcosa di più interessante che guardare 'sti filmacci.. no eh?

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    1. Facevo le decorazioni natalizie con il pannolenci dopo aver addormentato la furia!

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    2. .. ecco, allora fai le decorazioni natalizie e spegni la tv :o)

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  13. a mio avviso, quando al coppia si strappa, non si ripara più
    meglio prevenire ;-)
    poi non so, perchè io di coppia me ne intendo poco :-)

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    1. Si,credo che sia vantaggioso prevenire, altrimenti ci mettiamo tutti la clava come Adelia. Io appartengo alla categoria clava in mano.

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  14. Uh, quanti pensieri ho fatto mentre leggevo il post! spero di essere chiara (sintetica temo di no). ;)
    Innanzitutto mi verrebbe da rassicurarti, sulla tua domanda finale: si può ricomporre una coppia strappata? Io dico di sì. A me non è riuscito, e non credo sia facile, ma si può. Dipende da tanti elementi, però: cosa c'era prima, come sono i protagonisti della vicenda... La coppia del film aveva tutto, dici: tutte le cose importanti di un bel rapporto di valore o più semplicemente avevano una grande disponibilità economica unita a bellezza e affetto ecc? E poi, quale consapevolezza profonda di se stessi avevano? Per me razionalità da una parte e irrazionalità dall'altra (in quel modo quasi ossessivo che ti prende e a cui non sai dire di no) si hanno soprattutto quando le persone non si conoscono, non conoscono la propria esistenza, i propri desideri profondi e rispondono in modo piuttosto "istintivo" alle sollecitazioni esterne (magari senza comprenderne le motivazioni profonde). E' chiaramente una semplificazione, ma mi piace pensare che se all'interno di te c'è l'armonia che ti deriva dal sapere chi sei, sei meno preda di ossessioni o irrazionalità che ti sconvolgono la vita, in modo così potente da farti dimenticare che sei un essere pensante.
    Per quanto riguarda IL DOPO, è vero: dopo niente è più come prima. Ma credo possa essere anche meglio, in parte. Più reale, più VERO. A volte ci si sente pure invincibili, all'interno di certe relazioni, a priori, come se non potesse succedere niente, come se il rapporto fosse fisso, chiuso in una bella teca, perfetto... Ecco, credo che la vita, in alcuni momenti, ci metta di fronte alla nostra incapacità di rispondere pienamente alle nostre stesse aspettative su di noi. Ma la vita si muove, nessuno è sempre invincibile. E rendersene conto non può essere un male. (anche se io vorrei che niente finisse mai, ecco, e quindi per me questo non è un discorso facile...)

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    1. Prima di tutto grazie di essere qui. E poi grazie per il racconto della tua esperienza. Ogni separazione, specie per tradimento lascia un segno indelebile, una ferita profnda. Se si ricuce, temo che rimanga comunque e sinceramente ammiro chi riesce a ricucire. Temo che non ne sarei capace.

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  15. Per quella che è stata la mia esperienza personale ti rispondo che no, non è possibile. Ma nel mio caso perché lui non voleva, altrimenti ti avrei risposto in modo affermativo.

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  16. Credo si possa ricucire se si ha la forza e il coraggio di volercela fare, di essere sinceri fino in fondo, di capire xche' si ha sbagliato e poi ci vuole un amore smisurato per saper perdonare senza giudicare.

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    1. Hai ragione Kike, se c'è una frattura non è mai colpa di un solo membro della coppia.

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  17. io da brava pessimista razionale (come mi hanno definita oggi) combatterei contro imiei ormoni strangolandoli uno a uno se necessario al fine di cadere in qualsivoglia tentazione. solo x evitare l'ansia che ne deriverebbe e tutte le problematiche da te descritte. sono una pusillanime: alla larga da ogni "pericolo". ma con tutta sta fatica se mi tradisse lui non lo perdonerei di certo!

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    1. Pessimista razionale? Bella Nicoletta. Anche io combatterei con tutte le armi prima di fare del male a chi amo. E se dovessi cadere in tentazione cercherei di andarmene prima.

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    2. pessimista razionale anche tu? spero di no x te, noi p.r. abbiamo una vita difficile. in ogni caso mi sa che la pensiamo allo stesso modo.

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  18. Ciao Raffaella, restituisco con piacere la visita.
    Chiedi se sia possibile ricucire una coppia strappata, per vari motivi che la vita non lesina?
    Quando avrai sbirciato il racconto sul sito che hai trovato da LUOGHINONLUOGHI capirai come la penso.
    Credo molto in quello che ho scritto in quell'istan book.
    Credo davvero sia così.
    Grazie del tuo passagio, sarai sempre la benvenuta:)))

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  19. No assolutamente no, non si può ricucire. Io parto dal presupposto che se una persona arriva a tradire è perchè a casa gli manca qualcosa e soprattutto non ama più la persona che ha a fianco.. quindi su che basi si può ricostruire un rapporto che già si era sfaldato, usurato e che ha portato al tradimento? e no. Non si può. Io non sono riuscita, non c'è stato tradimento da parte mia e non lo sa da parte sua ma sinceramente credo che se anche lo avessi scoperto non mi avrebbe fatto più di tanto male perchè tra di noi non c'era più nessun sentimento.
    Io non perdonerei MAI un tradimento e scusa se mi ripeto, ma se il mio uomo cerca qualcosa fuori da casa nostra è perchè io gli faccio mancare qualcosa e DEVO accorgemene prima, altrimenti tutto è perduto..
    e se mi permetti ritengo anche che chi si attacca a "e ma sai è stato un attimo di follia non potevo resistere" dice delle emerite cavolate perchè da quasi tutte le situazioni "sessuali" puoi venirne fuori, basta non entrarci!

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  20. recensione interessante ma per me non centra il vero tema del film. Lei non ha nessuna colpa!!!!!!!!!!!! la colpa se vogliamo trovarla a tutti i costi è insita nell'esistenza stessa. La forza del film sta nella sottile ma costante scoperta da parte dello spettatore attento (ma non di Connie!!!) che la vita di Connie, la vita di milioni di persone della borghesia americana e non, dove tutti gli "obiettivi" prefissati sembrano raggiunti e dove tutti gli ingredienti della "FELICITA'" sembrano esserci, in realtà è VUOTA, perchè non realmente scelta ma autoimposta seguendo il grande mostro, "LA SOCIETA'", che ci detta regole non scritte ma inconsciamente imprescindibili che noi stessi seguiamo per sentirci appartenenti alla stessa. Lei nell'incontro con Martel "NASCE" per la prima volta in quanto vibra per la prima volta come il suo ventre sotto il corpo dell'amante (scena secondo me di grande cinema), quella è la vibrazione della vita davanti a cui tutto il resto inevitabilente improvvisamente svanisce perde di significato (insignificante i quanto non scelto consciamente). Mi viene in mente un verso bellissimo di una canzone di Umberto Maria Giardini ed è il senso della scoperta di Connie :"acqua di fiume scendi al contrario allaga monti riempi le fonti in cui disseteremo i nostri dei".

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